Anche in  Sardegna i dirigenti scolastici sul piede di guerra

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal regionali invieranno una diffida al direttore  Feliziani affinché non proceda alla valutazione dei dirigenti e dia invece seguito alla  valutazione dello stress da lavoro correlato

 Redazione

Anche i dirigenti scolastici della Sardegna aderiscono allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal. La decisione è stata presa ieri nel corso di una assemblea regionale al liceo classico De Castro di Oristano, e non verrà revocata sino all’accoglimento delle richieste avanzate al Miur dalle categorie nazionali. Nel frattempo, le categorie regionali – che hanno già programmato una nuova  assemblea il 25 maggio in una sede ancora da definire a Cagliari – invieranno una richiesta di incontro al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Feliziani.

I dirigenti scolastici vivono da tempo una situazione di malessere determinato dall’aumento delle responsabilità: il loro obiettivo primario dovrebbe essere quello di garantire il successo formativo e il diritto all’istruzione ma, pur in assenza di personale adeguato, devono anche occuparsi di questioni contabili e burocratiche appesantite rispetto al passato. Oltre a questo, hanno responsabilità penali sulla sicurezza degli edifici scolastici anche se, per la soluzione dei problemi devono fare affidamento sugli Enti locali. I dirigenti chiedono di superare una serie di inefficienze che, pur legate a vari soggetti (Asl, Comuni, Uffici scolastici territoriali), si scaricano esclusivamente sul loro lavoro.

A tutto ciò si aggiunge il nuovo sistema di valutazione triennale imposto dal ministero che prevede un sistema di valutazione inaffidabile, del quale la stessa ministra  ha riconosciuto la debolezza, che disattende il contratto ed è totalmente inadeguato. La mobilitazione è legata anche ai temi salariali e del contratto, per il cui rinnovo i sindacati chiedono al ministero l’avvio immediato di un confronto: prima di tutto per riportare al tavolo della contrattazione i temi della valutazione, della formazione e della mobilità regolati attraverso interventi legislativi, e poi per superare le differenze salariali con gli altri dirigenti pubblici. All’incremento dei carichi di lavoro infatti, non corrisponde alcun aumento anzi, lo stipendio risulta sempre più magro.

Sino alla soluzione delle questioni aperte, i dirigenti sono dunque mobilitati e si rifiuteranno di compilare il portfolio da utilizzare per la valutazione e di partecipare a iniziative di formazione sullo stesso tema, non parteciperanno alle conferenze di servizio convocate dall’Ufficio scolastico regionale per definire questioni organizzative.

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal regionali invieranno una diffida al direttore  Feliziani affinché non proceda alla valutazione dei dirigenti e dia invece seguito alla  valutazione dello stress da lavoro correlato.

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