Cagliari la città numero 1 per gli over 65

di Giorgio PCA Mameli

Legittima la soddisfazione per il risultato nel segmento della ricerca dedicata a sa  beccesa. Alcune considerazioni sulla metodologia nella definizione dei cluster d’età. Riflettere anche sui risultati meno gratificanti emersi nelle sezioni 0-14 anni e 15-64. La lettura unitaria della ricerca un’opportunità per la definizione di piani di ampio respiro.

Alti peana si sono alzati a Casteddu alla notizia  che la città metropolitana si è classificata al primo posto per la Qualità della Vita degli over 65 anni. I risultati dell’indagine condotta dal Sole 24 Ore sono stati resi noti al Festival dell’Economia di Trento. Si tratta indubbiamente di un ottimo risultato, lo scorso anno nello stesso segmento di popolazione la città si trovava nella venticinquesima posizione, anche in considerazione delle due città immediatamente seguenti, spesso ai vertici delle classifiche per la qualità della vita: Bolzano, seconda classificata, era al terzo posto nel 2021 e Trento attualmente terza, era al primo.  Peraltro i risultati delle due edizione non sono perfettamente confrontabili poiché sono variati alcuni rilevanti parametri sia di contenuto economico: importo medio delle pensioni e pensioni di basso importo sia sanitario: mortalità per demenza e malattie del sistema nervoso. Cagliari ha ottenuto questo risultato sulla base di dodici parametri, alcuni dei quali la vedono in posizione di eccellenza (almeno quantitativa) mentre per altri vi sono ampi margini di miglioramento. Poiché un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo hanno determinato (Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore) conviene dare un’occhiata alla ricerca nel suo complesso. Quindi considerare i dodici parametri, con l’indicazione della posizione della città, rammentando la composizione del totale campione formato da 107 realtà metropolitane. I parametri: speranza di vita 1), esposti per inquinamento acustico 84), biblioteche 70), assistenza domiciliare 8), orti urbani 104), trasporto anziani e disabili 9), indice di dipendenza degli anziani 40), infermieri 2), geriatri 16), consumo farmaci per malattie croniche 8),consumo farmaci per depressione 68), medici specialisti 1). Una prima considerazione di metodologia sulla composizione del campione: il cluster d’età pare eccessivamente esteso e senz’altro ha influenzato i risultati di taluni parametri, inoltre, sempre sul versante della metodologia, neppure vengono indicate le specifiche percentuali di composizione, il peso delle fasce d’età intermedie. È intuitivo quanto una persona della fascia 65/75 anni sia, mediamente, assai diversa da chi ha superato gli 80 anni e quindi, e quindi chi appartiene a questa prima fascia di età può aver inciso sugli item dipendenza degli anziani e su  consumo farmaci malattie croniche: i più giovani dipendono meno e hanno minori malattie croniche. Così come viene spontaneo correlare i bassi risultati di biblioteche-orti urbani-consumo farmaci per depressione: minori sono le occasioni di aggregazione maggiori le possibilità di cadere in depressione.

L’indagine sul benessere ha preso in considerazione altre due fasce d’età: 0-14 e 15-64, per le quali valgono le stesse considerazioni sul metodo. Nella prima fascia, detta anche bambini Cagliari è classificata al 21° posto, nell’edizione precedente era al primo, in quella giovani si trova in 80° posizione. Anche in questi casi i cluster dell’età sono estremamente ampi. I bisogni, gli interessi, le aspettative e la percezione della società di un teenager sono di molto diversi da quelli di una persona matura se non addirittura alla soglia dell’essere considerata anziana. In questo rilevazione Cagliari si trova al 69° posto per saldo migratorio, al 75° per imprenditorialità giovanile,  al 38° per aree sportive, all’89° per amministratori comunali under quarant’anni, al 62° per canoni di locazione, 76° per quoziente di nunzialità, al 104° posto per età media al parto, al 4° per bar e discoteche, al 66° per imprese di e-commerce, al 20° posto per laureati e al 94° per disoccupazione giovanile. In estrema sintesi: si abbandona la città, i giovani sono poco coinvolti /si coinvolgono poco nella gestione della cosa pubblica, ci si sposa tardi e ancor più tardi si procrea,  eppure i laureati sono tanti e l’imprenditorialità digitale è discreta, in compenso la vocazione  turistica è evidenziata dal gran numero di bar e discoteche. Dati che chiedono di essere approfonditi e soprattutto che le tre sezioni, ripartizioni per età, siano messe in stretta relazione e lette unitariamente. Questo per poter dare alla città un progetto di ampio e lungo respiro. L’autogratificazione istituzionale di Comune e Regione pur se comprensibile è poco produttiva così come lo sono le considerazioni su facebook: tendenzialmente puntano il dito sulle disfunzioni della città e contestualmente consentono paternalistiche ed autoassolutorie considerazioni del tipo: “sappiamo che la città non è perfetta”. D’altra parte meriti e demeriti hanno storia lunga e non si possono accreditare/addebitare alle gestioni contingenti. David Ogilvy, un grande pubblicitario americano, diceva: spesso le imprese usano le ricerche come gli ubriachi i pali della luce, per appoggiarvisi e non per vederci meglio. L’augurio a Casteddu è che questo non sia l’ennesimo caso.

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