Cagliari, Sant’Elia:  uno stadio nato già vecchio chiude portando con sé tanti ricordi

Lo stadio Sant’Elia ha chiuso ieri definitivamente i battenti con un ultima partita dopo 47 anni di vita,  di emozioni e di soddisfazioni  date a  tanti tifosi

di Sergio Atzeni

Si chiude un ciclo sportivo  con   quello stadio che prende il nome dal quartiere Sant’Elia  nato a due passi dal mare,   che è stato progettato forse già vecchio.   Ripensamenti continui  infatti hanno caratterizzato la sua nascita con il secondo anello realizzato dopo che era stata decisa la costruzione di uno solo, poi il degrado continuo e inarrestabile. Degrado non comprensibile per un impianto che è tra i più giovani d’Italia,  riattato più volte e anche in modo sostanziale  per i mondiali del ‘90′,  gradinate che si sgretolavano e cemento armato che presentava varie lesioni non imputabili certo al tempo o all’incuria.

Allora uno stadio segnato negativamente già dal progetto,  durato  tra l’altro anni e anni, vecchio quando è stato aperto,  ma nella sua breve vita ha dato tanto ai cagliaritani sia in termini sportivi,  sia  come emozioni. M anche come  orgoglio e soddisfazione per una compagine che rappresenta un’intera isola e quindi una nazione intesa come un popolo che ha la stessa lingua, le stesse tradizioni, unita anche nello sport in questo caso.

Ora la palla passa al nuovo impianto  provvisorio i cui lavori stanno procedendo a ritmo sostenuto e che sarà lo stadio del “Cagliari Calcio”  e di tutti i sardi  per almeno 2 anni abbondanti,  chiamato non a caso ”Sardegna Arena”.  Poi il nuovo impianto che sorgerà sule ceneri del vecchio Sant’Elia che ieri ha chiuso per sempre che sarà uno stadio aperto  h 24 con museo, negozi specializzati e tanti punti ristoro.

Cagliari sportiva merita un impianto  moderno che farà da cornice per il futuro al  club rossoblù e alle sue gesta calcistiche che potrebbero riservare   ancora tante emozioni e raggiungere tanti traguardi che ora sono solo impensabili. Sogni  che rimangono ben celati nei pensieri dei cagliaritani e di tanti  sardi che credono nello sport e che fanno della bandiera rossoblu il loro riferimento di sardità.

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