Cagliari, viale Merello,  marciapiedi pericolosi  per i pedoni – VIDEO

Impossibile camminare per anziani, bambini e carrozzelle, sono necessari vari slalom, tra radici sporgenti dall’asfalto e buche ormai endemiche e mai riparate a sufficienza

 di Antonio Tore

Chi svolta l’angolo della chiesa dell’Annunziata e volesse fare una passeggiata lungo i marciapiedi di viale Merello, metterebbe a dura prova la propria incolumità. Sono necessari vari slalom, tra radici sporgenti dall’asfalto e buche ormai endemiche e mai riparate a sufficienza.

Le stesse pietre in granito che delimitano il confine tra zona pedonale e strada sono stati, per la maggior parte, divelti dalle radici dei maestosi ficus che alberano il viale. Eppure, nel 2015, era stato lanciata dal Comune l’operazione “salva radici”.  A partire dal 5 ottobre di quell’anno, dall’angolo con via Don Bosco il marciapiede di viale Merello era stato oggetto di rifacimento totale, senza, tuttavia, estirpare le radici affioranti. Era stato utilizzato un materiale granulare in grado di garantire il passaggio di aria, acqua e luce in modo tale da evitare che le radici potessero emergere in superficie, creando danni alla pavimentazione“. A distanza di quasi un anno e mezzo, l’esperimento sembrerebbe riuscito, ma tutto si è limitato a quei 40 metri riqualificati con due differenti configurazioni, riferiti ai marciapiedi di destra e di sinistra: in una il materiale di finitura superficiale è stato fatto arrivare fino agli alberi, nell’altra, invece, sono state lasciate delle piccole aiuole intorno all’albero.

“Obiettivo è comprendere, dunque, cosa accadrà in tema di convivenza tra i materiali usati e gli alti arbusti che fanno ombra ai passanti. Nel dettaglio, questo intervento ha comportato l’asportazione del solo strato superficiale del marciapiede, costituito da circa 10 centimetri di asfalto, spiegano dalla Commissione – disse l’Assessora dell’epoca, Maurizio  Chessa”.

“Non solo: è stata realizzata una stratigrafia composta da un primo strato di sabbia, da uno di cosiddetto “tessuto non tessuto” (una sorta di panno semitrasparente), ed uno strato di ghiaino. La parte superficiale, infine, è stata realizzata con un materiale granulare privo di componenti cementizi, dunque estremamente drenante, con l’obiettivo di garantire alle radici il passaggio di aria, dell’acqua e come anticipato, della luce.

“Se darà i risultati sperati – concluse Chessa – rappresenterà un intervento epocale per viale Merello, risolvendo definitivamente il problema e restituendo ai cittadini marciapiedi sicuri anche in altre zone della città. Per vedere i primi risultati bisognerà aspettare almeno un ciclo di vita dell’albero. Calcolato in un anno solare”.

È trascorso un anno e mezzo ormai, ma di ripresa dei lavori con il sistema sopra descritto o, perlomeno, di eliminazione delle situazione di pericolo per i pedoni non si sente parlare più.

E cosi, a partire dall’angolo con il Corso Vittorio Emanuele e fino a piazza D’Armi, entrambi i marciapiedi sono rimasti impraticabili, a meno che non si voglia rischiare le proprie caviglie.

Logicamente, un marciapiede cosi malridotto, mal si presta allo spingere carrozzelle con bambini a bordo (pena ribaltamento) e, tantomeno, carrozzelle con invalidi che, ugualmente, rischierebbero di peggiorare la propria condizione.

E non è neanche un bel biglietto da visita per quanti, cagliaritani e turisti, si avventurassero a visitare quel gioiello restituito alla città: l’Orto dei Cappuccini.

Gli abitanti, ormai abituati ai percorsi di guerra, aspettano fiduciosi di vedere quanto prima i cartelli che annunciano i lavori di riqualificazione di quella che, un tempo, era una delle vie più belle della città. Guardate il video.

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