Crollo degli appalti pubblici in Sardegna

Il Cna fotografia il mercato delle opere pubbliche isolano: “Solo 954 interventi per 478 milioni, il mercato si è ridotto del 27% e del 53% rispetto a numero e importi in gara nel 2015, toccando addirittura i livelli più bassi degli ultimi 15 anni”

di Sergio Atzeni

Malgrado una ripresa negli ultimi mesi dell’anno, il 2016 si chiude con un risultato decisamente negativo per il mercato dei bandi di gara di lavori pubblici ella nostra regione. Gli ultimi dati resi noti dal centro studi della Cna Sardegna scattano una fotografia impietosa del mercato delle opere pubbliche: con 954 interventi per un importo a base di gara di 478 milioni, il mercato si è ridotto del 27% e del 53% rispetto a numero e importi in gara nel 2015, toccando addirittura i livelli più bassi degli ultimi 15 anni. La forte flessione del mercato regionale è iniziata nei primi mesi dell’anno e si è fatta più evidente nei mesi successivi all’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti: da maggio a ottobre la macchina pubblica regionale ha infatti promosso in media meno di 60 gare al mese, contro le 110 del 2015. Un rallentamento che ha interessato soprattutto gli enti territoriali e tutti i livelli dimensionali delle gare. Un dato messo in evidenza dalla forte riduzione delle risorse attivate: nei sei mesi più critici (maggio-ottobre), la spesa mensile promossa è stata pari, in media, a meno di 23 milioni, contro gli oltre 80 del 2015.
La rilevazione della Cna Sardegna evidenzia comunque alla fine dell’anno i segnali di un lieve miglioramento, con un numero di gare promosse che torna a superare le 60 unità (78) a novembre e a dicembre le 100 (108).
“E’ ancora presto per definire una inversione di tendenza decisiva – commentano Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di CNA Costruzioni – ma sembra che il blocco dell’attività delle stazioni appaltanti condizionato dalle novità normative possa ritenersi superato. Anche la dinamica della spesa conferma una nuova fase espansiva, soprattutto a dicembre quando vengono sfiorati i 90 milioni. Resta comunque una estrema fragilità del mercato isolano che può essere risollevato soltanto attraverso una netta accelerazione della spesa pubblica a cui è necessario aggiungere nuovo slancio con un piano investimenti in opere di piccola taglia, ad alta intensità di manodopera, elevata redditività ed immediata cantierabilità”.

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