Elisabetta Canalis: come girare il mondo senza imparare a starci

di Annalisa Pirastu

Si gode le sue giornate l’ex velina sarda con famiglia e amici.

Niente di male a passare il tempo in bikini sulle spiagge più belle del mondo. Vedi a caso le Bahamas.

Niente da dire sulle amiche blasonate Bianca Balti ed Elisa Sednaui e sull’affetto per il marito.

Va benissimo che tenga attivo il corpo che madre natura le ha dato.

Ma postare su Instagram delle foto dove nutre gli squaletti, proprio no. Pretendere poi di essere ammirata perché così supera le sue paure degli squali, è un doppio no, con triste scuotimento di testa. 

La Canalis avrebbe scritto ”Passo dopo passo sto superando le mie paure con razze e squali”. 

E come se questo non fosse abbastanza incriminante rispetto a un certo tipo di ignoranza ecologica, avrebbe aggiunto, forse rivolta a coloro che percepiranno il reddito di cittadinanza, e avranno l’imbarazzo di come spenderlo “Vorrei che tutti voi poteste avere la stessa esperienza e lo stesso amore che questi momenti mi danno!”. 

Non si sono scomposti i followers che l’hanno criticata, in modo misurato: “Ciao Elisabetta, dare da mangiare a squali e razze, ma in generale ai pesci, è una pessima pratica turistica”.

E un’altra “Cosa stai facendo?”.

Dar da mangiare ai pesci come attrazione turistica è una pratica pericolosissima sia per gli animali che si abituano ad essere addomesticati sia per gli altri animali liberi, che accorrono a frotte dove c’è cibo. Spezzare un equilibrio ecologico elargendo cibo è già sotto gli occhi di noi tutti: gabbiani che si nutrono di patatine, cornacchie che rubano nei cestini della spazzatura e chi più ne ha più ne metta. Le pratiche turistiche di “incontrare” animali selvatici sono da condannare perché spezzano un equilibrio tra gli esseri e la natura.

Forse la Canalis dovrebbe mettersi sotto un ombrellone a leggere un buon libro sugli squali, sulle loro abitudini, sul loro habitat, sui loro diritti. Magari un buon libro australiano, visto che loro con gli squali ci convivono.  

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