Lingua Sarda in Rai, ora è riconosciuta come  minoritaria

Era stata introdotta da un emendamento dei senatori sardi e del vice presidente Margiotta nel testo del contratto di servizio della commissione di vigilanza.  Poi qualche settimana fa un ordine del giorno al Senato approvato dal Governo, ha rafforzato la strada

 redazione

Per la prima volta il testo del contratto di servizio della Rai contiene sin dalla proposta del Governo il riconoscimento del sardo tra le lingue minoritarie per le quali il sistema pubblico deve prevedere produzioni dedicate. Nello scorso contratto di servizio era stato un emendamento dei senatori sardi e del vice presidente Margiotta ad introdurlo nel testo del contratto di servizio in sede di approvazione della commissione di vigilanza.  Poi qualche settimana fa un ordine del giorno al Senato approvato dal Governo, ha rafforzato la strada.

“A vederlo già nel testo del governo è certamente un passo essenziale” ha spiegato il senatore Silvio lai  “di cui va dato merito sia alla nostra presenza nel CdA Rai e in vigilanza che allo stesso governo. Il risultato è ancora più importante se si considera che le altre lingue previste sino ad ora erano frutto di impegni legati a trattative internazionali e alla tutela di lingue di comunità straniere del nostro territorio”.

Per il  senatore sardo “Ora occorre vigilare perché i passaggi successivi non ridimensionino questo successo nelle commissioni parlamentari competenti e soprattutto perché vengano rese disponibili le risorse economiche necessarie per dare attuazione a questo riconoscimento. Di fondo però occorre una strategia e la Regione ne è un soggetto determinante.

Sul piano della produzione culturale il nodo da sciogliere è se si va verso un semplice potenziamento di ciò che già si fa con l’attuale convenzione finanziata dalla regione con 300 mila euro l’anno, qualche trasmissione radiofonica e televisiva, oppure se invece si coglie l’opportunità del digitale costruendo un palinsesto completo attraverso l’istituzione di una terza rete bis a carattere regionale. Un palinsesto fatto di informazione di spettacolo, di cultura e di politica interamente in sardo capace di supportare la scelta politica di una nuova primavera della nostra lingua.

Ora spetta alla Regione cogliere appieno questa opportunità” conclude Lai  “perseguita per anni e adesso ottenuta, sviluppando un’idea strategica meritevole di stare tra i punti qualificanti del rapporto tra stato e regione, per darne il giusto valore e ottenere risorse adeguate”.

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