L’origine e il significato della festa di Halloween

di Francesca Palomba

In occasione della festa di Halloween, che da una ventina d’anni è diventata di moda anche in Italia, abbiamo posto alcune domande al Prof. Paolo Piu-Cortis, conoscitore delle tradizioni popolari, i cui simboli e significati  sono spiegati nel suo libro: “Sciamanesimo, Miti, Tradizioni”.

Halloween è conosciuta come la “festa dei morti” ed è molto diffusa in America. In che cosa consiste esattamente  e quale legame può esserci con gli antichi culti  dei defunti che venivano praticati in ambito europeo?

“Pur essendo lontana nel tempo, Halloween è più vicino a noi di quanto si immagini. Questa festa, che inizialmente  non si chiamava così, apparteneva alla tradizione celtica, ed era una delle quattro principali celebrazioni dell’anno.”

Quando veniva celebrata?

“La notte di luna piena più vicina alla fine di ottobre; indicava l’inizio del nuovo anno e le fine della stagione estiva. Era credenza comune che, durante la notte, gli spiriti tornassero nel mondo dei vivi. Quindi si facevano offerte simboliche di cibo e bevande per ingraziarsi il loro potere sovrannaturale, così che non fosse malevolo, ma propizio ai viventi.”

Si conosce il rituale preciso che i Celti praticavano?

“Purtroppo dei Celti si conosce poco. La loro cultura fu in gran parte cancellata dai Romani. Non ci sono sufficienti elementi per conoscere i dettagli di queste cerimonie. L’aspetto più interessante della loro visione spirituale è che anche i vivi potessero entrare nel mondo dei defunti. Si credeva che esso fosse collocato all’interno di montagne o colline e che il suo accesso si trovasse negli anfratti rocciosi. Se si entrava in tali luoghi dell’oltretomba, durante questa ricorrenza, non si poteva più uscire dal mondo degli spiriti. Nella favolistica successiva, specialmente nella cultura irlandese, gli spiriti venivano identificati in fate e folletti, che suonavano e danzavano ininterrottamente. L’individuo, rapito da questa melodia, non era più capace di liberarsi dalla frenesia della danza e ne rimaneva intrappolato.”

Queste antiche tradizioni celtiche sono andate completamente perdute?

“Non proprio. Sarebbe meglio dire che si sono trasformate quando si è affermato il nuovo credo  religioso del cristianesimo. Infatti nel VI secolo Gregorio Magno istituì, facendola cadere nello stesso periodo dell’anno (fine ottobre – primi di novembre), la festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei defunti, che in qualche modo ricordava l’antica tradizione celtica. Anche il nome venne cambiato, da Samhain ad Halloween, contrazione di alcuni termini inglesi: ALL HALLOWS EVE , che significa “la vigilia di tutti i Santi”; ciò ha dato luogo al termine attuale. “

Quale è il legame tra questa tradizione celtica e la festa americana oggi tanto in voga?

“Nel XIX secolo gli irlandesi migrarono negli Stati Uniti portando con sé tradizioni e folclore, tra cui questa ricorrenza, che sul suolo americano si trasformò, perdendo i connotati del sacro e aggiungendo particolari come la zucca, che è diventata il simbolo stesso della festa. Inoltre qui si dà maggior spazio a figure in qualche modo legate al mondo dell’occulto e al romanzo gotico: maghi, streghe, vampiri, zombi, mescolando così varie tradizioni e dotando questa festa di un carattere molto consumistico. Sono soprattutto i bambini che la festeggiano, come una sorta di carnevale.”

Come è visto tutto ciò dai cattolici?

“La cultura cattolica ha demonizzato questa festa, sottolineandone gli aspetti più negativi collegati al mondo dell’oltretomba.”

Come si innesta oggi Halloween nella nostra cultura, dato che è ormai entrata anche in Italia, secondo lo stile americano?

” Per come viene festeggiata oggi non ha gran senso, se non come risultato della globalizzazione; ma se andiamo a ricercare le origini celtiche, vediamo che si tratta di una tradizione molto più vicino a noi di quanto si pensi. Infatti i Celti occupavano gran parte dell’Europa occidentale, compreso il nord Italia dalla zona alpina alla Pianura Padana. Anche in Sardegna sopravvivono tradizioni simili, come “Is animeddas”  durante la quale per onorare e accogliere il loro spirito si offriva del cibo ai defunti, come i caratteristici biscotti detti Ossi di morto“.

NDR: Se ne avete piacere partecipate a un suggestivo evento, particolarmente indicato per i bambini, che si terrà a Tuvixeddu il 31: https://www.facebook.com/events/868026100614188

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