Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, viale Poetto

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Viale Poetto si estende dalla fine di viale Diaz fino ad arrivare all’altezza del parcheggio di Marina Piccola.

Il nome Poetto è di etimologia incerta ma si pensa derivi dal nome di una torre spagnola denominata “del Poeta”, che si può osservare ancora oggi sopra la  Sella del Diavolo. Un’altra ipotesi è che Poetto, derivi dalla parola catalana pohuet  cioè pozzetto, che fa riferimento ai numerosi pozzi e alle cisterne per l’acqua piovana, che costellano la Sella del Diavolo.

Ancora un’altra ipotesi è che il termine  derivi dalla parola spagnola puerto  cioè porto in quanto il viale condurrebbe appunto all’approdo di Marina Piccola. I Cagliaritani avrebbero quindi battezzato quella zona chiamandola  puerto o puertu, con la pronuncia della erre facilmente lasciata scivolare via nel parlato.Quando la dominazione spagnola finì, l’arrivo dei piemontesi portò a una italianizzazione di molti dei termini derivati dallo spagnolo. Secondo questa suggestiva ipotesi  puettu diventò infine Poetto.

Il Poetto è diviso in fermate che corrispondono alle fermate del bus che collega il centro cittadino al quartiere e che coincidono con le fermate del vecchio tram elettrico. Dal 1913 fino alla fine degli anni sessanta infatti la spiaggia era raggiungibile con una linea tranviaria. Il tram correva lungo il perimetro della spiaggia, consentendo agli utenti la massima comodità nell’accesso agli arenili.

L’ attività iniziale del Poetto era legata all’estrazione del sale, intrapresa a cominciare dal periodo romano e poi nel medioevo e fino all’età contemporanea.

Nella seconda metà del XVI il governo iberico costruì al Poetto, torri di avvistamento in funzione anti-barbaresca. Nel 1717 e poi nel 1739 il Poetto e il litorale quartese furono il punto di sbarco dei corpi di spedizione spagnoli e francesi.

Prima del 1900 il Poetto cadeva nel comprensorio di Quartu, i Cagliaritano non lo frequentavano e preferivano recarsi a Sa Perdixedda e Giorgino. Fu nei primi decenni del ventesimo secolo che  i Cagliaritani  incominciarono ad apprezzare il Poetto e sorsero i primi  stabilimenti balneari:  il Lido e il D’Aquila.

Durante il ventennio fascista fu costruita una colonia estiva ubicata in quello che poi diventò l’ospedale Marino e che oggi è in stato di completo abbandono.

Imitando le prime cabine del Lido sorsero anche i casotti, costruzioni in legno a metà strada tra spogliatoi e minuscola casa al mare.

 

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