Siccità: stanziati 80 milioni nel 2017

 

 

 

 

 

 

 

Sono già stati stanziati 80 milioni nel 2017 per invasi e consorzi di bonifica.Si punta su risorse e nuove forme di approvvigionamento per ovviare all’annoso problema della siccità in Sardegna.

di Annalisa Pirastu

La Regione Sardegna, con l’Assessorato dell’Agricoltura, ha creato un momento di confronto, coinvolgendo i maggiori attori che a vario titolo hanno competenze specifiche sulla gestione della risorsa idrica.

Climatologi e studiosi agroambientali delle Università sarde, responsabili dei Consorzi di bonifica, tecnici ed esperti della Regione e delle sue Agenzie, cittadini e amministratori locali si sono ritrovati ieri pomeriggio alla tavola rotonda organizzata nel compendio dell’Agenzia Agris di Tanca Regia ad Abbasanta.

L’appuntamento dal titolo “Acqua e siccità, gestione e governo della risorsa idrica”, ha visto come parte attiva gli assessori dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, e dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarini.

 

Cambiamenti climatici, desertificazione, agricoltura di precisione risparmio idrico e recupero dei reflui, costi e qualità della risorsa, perdita delle condotte e desalinizzazione delle acque marine, sono stati i maggiori temi attorno a cui si è sviluppato l’appuntamento.

 

Nel corso del dibattito finale ha preso la parola oltre ad altri Luigi Lotto il presidente della Commissione Attività produttive del Consiglio regionale.

“L’incontro nasce alla luce delle criticità emerse nel 2017 sul versante della siccità che ha investito tutta la Sardegna, ma anche per quello che si potrebbe affrontare nei prossimi mesi qualora non si dovessero avere precipitazioni rilevanti, che possano invertire un trend di piogge negativo”- ha detto Caria, aggiungendo “Non dobbiamo perdere neanche un secondo. La risorsa destinata agli usi civili, agricoli e industriali va governata. Dobbiamo quindi capire quanta acqua abbiamo a disposizione e in che quantità è presente sui territori. Sulla base di queste informazioni si possono stilare le priorità di intervento. Ragionare quindi su due livelli: uno di breve periodo e uno di più ampio respiro. Si possono riutilizzare sempre di più i reflui per la campagna irrigua? Lo scorso anno abbiamo già finanziato interventi del genere, all’interno del piano da 30milioni di fondi FSC stanziato dal nostro Assessorato verso i Consorzi di Bonifica. È tuttavia necessario ragionare con i tecnici, così da valutare se siano percorribili altri strumenti come quelli dei desalinizzatori. Oggi – ha concluso l’assessore – abbiamo raccolto tante proposte e idee innovative. È vero siamo in una situazione di difficoltà, ma questo ci deve stimolare a trovare le soluzioni giuste per evitare momenti di criticità che condizionano il buon uso di una risorsa che va tutelata e gestita in modo responsabile”.

“Di fronte alle criticità che stanno emergendo sul fronte dell’approvvigionamento idrico – ha detto l’assessore Balzarini – dobbiamo lavorare in un’ottica di sistema. Si tratta di una questione che riguarda tutta la Regione intesa nel doppio significato geografico e politico. È molto importante in questa direzione il lavoro che sta svolgendo la Cabina di regia sull’emergenza idrica, struttura tecnica istituita con deliberazione del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino nel gennaio 2016 ed incaricata dei compiti di monitoraggio, verifica dei fabbisogni, con il coinvolgimento dei soggetti attuatori, e di proposta, al comitato istituzionale degli interventi per contrastare l’emergenza”.

 

Balzarini ha ricordato che l’attività di programmazione dell’uso sostenibile delle risorse idriche fa capo all’Autorità di Bacino regionale, presieduta dal Presidente della Regione, di cui fa parte l’Assessore dei LLPP, dell’Agricoltura, dell’Ambiente e dell’Industria oltre ai rappresentanti degli EE.LL.

L’azione della Giunta Pigliaru per fronteggiare la crisi idrica  si è dispiegata in azioni finanziarie, ad esempio, lo stanziamento di  50 milioni del Patto per la Sardegna, destinati al miglioramento della capacità di invaso e sicurezza dei bacini.

Sul tema delle infrastrutture è intervenuto anche l’amministratore unico di Enas Giovanni Sistu che ha evidenziato l’importanza degli interventi per rafforzare il sistema di interconnessione tra le dighe esistenti.

E’ stata poi la volta di Alberto Piras, direttore dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna, che ha chiarito che l’attuale quadro dei bacini richiede massima attenzione e un’accurata riflessione su un uso corretto della risorsa idrica.

Giuseppe Bianco, responsabile del Dipartimento Meteoclimatico dell’Arpas, ha spiegato che “siamo davanti a un fenomeno siccitoso molto grave con una riduzione media della piovosità del 20-30% con punte in certi casi del 50%”.

Sulle buone pratiche dell’uso dell’acqua in agricoltura ci sono state anche le dichiarazioni del direttore generale di Agris Sardegna, Roberto Zurru, “Esistono spazi enormi per aumentare l’efficienza dell’uso dell’acqua irrigua in termini di consumo per kg di prodotto coltivato e per il miglioramento della qualità dei frutti. Questo vuol dire che dobbiamo lavorare ancora tanto sulle tecniche agricole avanzate, che vanno trasmesse sempre di più agli imprenditori delle campagne”.

Il presidente dell’ANBI Sardegna, Gavino Zirattu, ha chiesto che venga istituito un tavolo permanente per affrontare il tema della crisi idrica e per ridurre il costo dell’acqua a carico degli imprenditori agricoli.

Secondo i dati elaborati dal Distretto idrografico della Sardegna e tenendo conto che gennaio è storicamente il mese con la minor capacità di raccolta degli invasi, oggi nelle dighe dell’Isola ci sono 798 milioni di metri cubi d’acqua.

Il picco in positivo degli ultimi 18 anni si era registrato nel 2010 con un miliardo e 693milioni di metri cubi degli invasi. I punti più bassi si sono toccati  invece nel 2001 e nel 2002 con 370 e 390milioni di metri cubi.

Le situazioni maggiormente critiche vengono segnalate nel settore nord-occidentale (Alto Temo, Cuga, Bidighinzu, Surigheddu) con 17milioni metri cubi d’acqua (erano 32milioni nello stesso periodo del 2017); nell’Alto Coghinas (Sos Canales-Monte Lerno) sono invasati 11milioni contro i 31 dello stesso periodo dello scorso anno e nell’Alto Cixerri sono 990mila rispetto ai 4,2milioni di 12 mesi fa. Situazione difficile anche nel Basso Sulcis, dove la disponibilità idrica è passata dai 20,7milioni di metri cubi ai 10,6milioni.

 

 

 

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