Solanas: nessun caso di Tbc tra gli immigrati ospitati in un ex hotel

Il sindaco di Sinnai Matteo Aledda ha interpellato subito la prefettura Im merito alla notizia apparsa sul quotidiano La Nuova Sardegna sull’allarme Tbc tra i profughi in un ex hotel di Solanas. La Asl ha poi  comunicato l’insussistenza di tale patologia tra gli ospiti della struttura

di Francesca Pisu

Smentito L’allarme Tbc.  Il mese scorso l’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci, aveva lanciato la richiesta di far luce sull’allarme TBC nel centro per migranti a Solanas, frazione di Sinnai, riferito dal giornale La Nuova Sardegna. La notizia ha subito generato clamore, rabbia e un diffuso malcontento. Il 16 gennaio è arrivata la risposta del Sindaco di Sinnai, Matteo Aledda: «Comunico che, relativamente alla notizia apparsa sul quotidiano La Nuova Sardegna, il cui titolo testualmente dice “Solanas, allarme Tbc in un ex hotel di profughi”, per la stessa, mi sono immediatamente messo in contatto con la Prefettura di Cagliari, dalla quale mi sono state date rassicurazioni di insussistenza di tale patologia tra gli ospiti della struttura, e che domani, al rientro in sede del Prefetto, verrà emanato in merito un appropriato comunicato. Seguirà una nota informativa dettagliata di tutti gli atti e procedure messe in essere».

Solo un falso allarme. A quasi un mese dall’accaduto è arrivata la notizia che, fortunatamente, si tratta di un falso allarme; lo conferma il Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl, Silvana Tilocca. A quanto sembra tutti gli ospiti sono stati sottoposti sia alla visita di primo livello subito dopo lo sbarco, sia a successivi controlli.

Sollievo tra la comunitàFinalmente la comunità può tirare un respiro di sollievo, perché, purtroppo, non è stato subito emesso un comunicato in merito da parte della Prefettura di Cagliari e intanto i cittadini continuavano a chiedersi (e a chiedere tramite i social) se potevano sentirsi al sicuro. Non si può parlare di psicosi, ma di una concreta paura di contrarre malattie infettive ormai debellate da tempo nel mondo occidentale, come la TBC.

190 immigrati ospitati.  Sia Sinnai che Solanas hanno fatto tanto per i migranti e ora possono sentirsi sollevati sapendo che non c’è alcun rischio di epidemia; oramai, come si può leggere anche sull’Unione Sarda del 30 gennaio, il numero dei migranti nel Comune (tra Sinnai, Solanas e Burranca) è salito a 190 e nel paese più grande, Sinnai, è stato concesso loro di frequentare le scuole serali e di fare teatro, nonostante le difficoltà economiche dei paesani.

Solo paura e non razzismo. Perciò le pressioni da parte degli abitanti non vanno viste come una superficiale forma di razzismo, come qualcuno potrebbe pensare, ma semplicemente come l’esternazione della paura, del disagio e dell’incertezza che aleggia in paese; è evidente che il desiderio di tutti è che questa gente venga accolta nel modo migliore, garantendone l’integrazione. Il sindaco, durante l’incontro del 26 gennaio con il Prefetto di Cagliari, aveva ribadito: «Chiediamo un’adeguata assistenza sanitaria e di ricevere informazioni su ogni eventuale problema» e sembra che finalmente la richiesta del primo cittadino sia stata ascoltata.

 

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