È boom di esportazioni sarde nei paesi arabi, la provincia di Cagliari al primo posto in assoluto

Nel 2016, 96 milioni le esportazioni dall’isola delle quali ben 85,1 solo dal cagliaritano. Buone notizie anche per le piccole imprese dell’agroalimentare, mobili e moda. Mameli (Segretario Confartigianato): “Spazi di crescita enormi: crederci e investire ancora di più nell’internazionalizzazione delle imprese”

di Antonio Tore

È di oltre 96milioni di euro il bilancio 2016 dell’export delle
imprese manifatturiere (di tutte le tipologie tranne quelle
petrolifere) della Sardegna verso i Paesi Arabi. Di questi, oltre
50milioni di euro sono rappresentati dalle esportazioni delle imprese
artigiane e dalle Micro e Piccole imprese. La vendita verso la sponda
sud del Mediterraneo di alimentari, articoli in pelle e tessili,
abbigliamento, prodotti in metallo e altre produzioni manifatturiere,
nell’anno appena concluso ha registrato una crescita del +2,7%
rispetto all’anno precedente.

Sono questi i dati 2016, in controtendenza rispetto al calo del 4,9%
del totale delle esportazioni sarde, reso noto pochi giorni fa,
sull’export della Sardegna verso Arabia Saudita, Libia, Libano,
Algeria, Egitto, Marocco, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman,
Bahrain, Iraq, Giordania, Siria e altri paesi appartenenti alla Lega
degli Stati Arabi, elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato, su
dati ISTAT.

47,9 milioni di euro di prodotti sardi del manifatturiero sono volati
in Arabia Saudita (+45,2% rispetto al 2015), 15,2 verso gli Emirati
(-33,1%), 14,9 verso il Bahrein (+ 161,1%), 4,8 verso la Tunisia
(+28%), 4,5 verso il Marocco (+90,3%), 2,9 verso l’Egitto (-56,3%) e
2milioni verso la Libia (+187,6%).

“Questi dati confermano più cose – afferma Stefano Mameli, Segretario
Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna – che il trend cresce
ormai dal 2014, che per le nostre imprese lo spazio di crescita è
enorme, che le piccole realtà si stanno affacciando con sempre
maggiore determinazione fuori dai confini, e che bisogna investire
nell’internazionalizzazione, come la Regione e le imprese fanno da
qualche tempo”. “Le imprese hanno ormai capito che il “mercato
domestico” non è più sufficiente e che quello globale offre molteplici
opportunità da cogliere – continua il Segretario- per questo le
aziende artigiane parteciperanno a Cagliari alla 3° Borsa
Internazionale delle Imprese Italo Arabe, importante evento
organizzato per far cogliere le opportunità al sistema produttivo
isolano”.

Tra i 30 partner commerciali della nostra regione, l’Arabia Saudita è
al quinto posto, gli Emirati occupano il decimo, il Bahrein
l’undicesimo, la Tunisia il 26esimo e il Marocco il 28esimo. A primi
tre posti gli USA, la Spagna e il Regno Unito.

Tra le province la leader è Cagliari con 85,1 milioni di euro di
export con + 11,0% rispetto al 2015, al secondo posto
Carbonia-Iglesias con 3,7 milioni di euro (+52,5% rispetto al 2015),
segue Oristano con 3,3milioni di euro (+124,4%) e Sassari con
2,5milioni (+51,6%). Segno negativo invece per Olbia-Tempio -89,5%,
Nuoro -1,5%, Ogliastra -4,8% e il Medio Campidano a 0.

L’Agroalimetare

Il valore dell’export di prodotti alimentari e bevande Made in
Sardegna verso questi Paesi è di 4 milioni di euro, 2,3milioni di euro
in più rispetto all’anno precedente. L’export di alimentari pesa per
il 4,1% sull’export di manufatti al netto dei prodotti energetici. Le
esportazioni di beni alimentari e di bevande prodotti sull’isola verso
questi paesi rappresentano il 2,2% delle esportazioni totali di
prodotti alimentari e bevande sarde ed il 3,0% di quelle dirette verso
i paesi extra Ue a 28. Tra i beni alimentari e le bevande realizzati
sull’isola quelli maggiormente richiesti dai Paesi della Lega degli
Stati Arabi sono i prodotti lattiero-caseari (53,8% totale export
alimentari e bevande) e granaglie, amidi e prodotti amidacei (27,5%).

Export Imprese Artigiane e PMI

Molto bene l’export dei settori a maggior concentrazione di Imprese
Artigiane e di Piccole e Medie aziende (come per esempio l’alimentare,
l’arredo o la moda); da questi, sempre nel 2016, la Sardegna ha
esportato 50,8 milioni di euro, crescendo del 67,2% rispetto ai 30,4
milioni di euro del 2015.

Preferiscono i prodotti delle piccole aziende gli acquirenti
dell’Arabia Saudita (41,3 milioni), della Tunisia (3,2 milioni),
Emirati (1,7 milioni), Libia (1,7 milioni) e il Marocco (1,4 milioni
di euro).

Dei 50,8milioni esportati dalle PMI, 44,5 sono partiti da Cagliari,
2,8 da Oristano, 1,8 da Carbonia-Iglesias, 1,4 da Sassari e 300mila
euro da Olbia-Tempio. Nessuna esportazione dalle altre province.

“Il mercato degli Stati Arabi è una opportunità fondamentale per lo
sviluppo delle imprese sarde e per la Sardegna intera – continua
Mameli – l’export che cresce in questi Paesi significa che le nostre
piccole imprese stanno riuscendo a unire tradizione e maestria a
ricerca e perfezione, per soddisfare le esigenze di clienti che
pretendono innovazione e prodotti qualitativamente perfetti”. “Inoltre
– prosegue il Segretario di Confartigianato – quello che proviene
dall’agroalimentare è un segnale molto positivo che dice come il
settore abbia ampi margini di crescita soprattutto se teniamo in
considerazione che l’export dei prodotti sardi rappresenta solo lo
0,6% del valore complessivo delle totale delle esportazioni alimentari
made in Italy”.

Per Confartigianato Sardegna, il canale dell’export, la penetrazione
dei mercati stranieri da parte anche di piccole e piccolissime
imprese, rappresenta un’opportunità molto importante ed è
indispensabile che si continui con la politica
dell’internazionalizzazione delle imprese. Inoltre è indispensabile la
tutela della qualità e quindi della riconoscibilità del made in
Sardegna in campo alimentare che costituisce una voce importante delle
nostre esportazioni manifatturiere. Occorre, per questo, lavorare
maggiormente sul riconoscimento dei marchi di tutela come, per
esempio, l’IGP.

“Siamo convinti che la nostra regione possa diventare un “laboratorio”
di nuove piccole imprese – sottolinea Mameli – che in rete tra loro
possano sfruttare i settori trainanti per una vera crescita economica
regionale”. “Questo è il caso di StoreSardinia – conclude – il
progetto di Confartigianato Imprese Sardegna, le cui imprese sono
presenti alla Borsa Italo Araba per proporre pane, pasta, panadas,
formaggi, olio, olive, vino e dolci ai buyer arabi, che attraverso le
missioni internazionali, l’attività di promozione e un sito
plurilingue, sta facendo conoscere i prodotti sardi nel mondo e sta
permettendo alle imprese di vendere i propri prodotti in Nazioni
difficilmente raggiungibili”.

Secondo l’Associazione Artigiana, quelle dell’artigianato sardo e
delle piccole imprese, sono potenzialità che vanno aiutate ad emergere
con importanti azioni di sostegno come quelle dei bandi
sull’internazionalizzazione le cui risorse sono state spese
velocemente. Per questo Confartigianato, anche nelle osservazioni alla
Manovra Finanziaria, ha chiesto di inserire fondi relativi ai voucher
per l’internazionalizzazione.

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