Cagliari:  “Coppa dei Quartieri” di calcetto  e altre attività  per educare i giovani

Gli  obiettivi dell’iniziativa “Dentro il quartiere, il gioco delle relazioni”    sono quelli di creare sinergie tra chi  opera nei quartieri con lo  sviluppo del senso di appartenenza e la cittadinanza attiva e responsabile per  accrescere  corrette politiche di educazione dei giovani

di  Antonio Tore

L’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Cagliari, Ferdinando  Secchi, ha partecipato alla presentazione del programma delle varie attività che si svilupperanno nelle prossime settimane in città. Tra i principali obiettivi dell’iniziativa, denominata “Dentro il quartiere, il gioco delle relazioni” (organizzata dalla Fondazione Carlo Enrico Giulini, con il patrocinio del Comune di Cagliari), ci sono quelli di creare sinergie tra coloro che operano nei quartieri della città, mediante lo sviluppo del senso di appartenenza e la cittadinanza attiva e responsabile e accrescere  corrette politiche di educazione dei giovani.

Le attività culmineranno in quella più attesa rappresentata dalla “Coppa Quartieri” che vedrà cinque quartieri di Cagliari sfidarsi nei tornei di calcetto e di pallavolo oltre che in una gara di atletica. Alcuni quartieri  si presenteranno assieme ad altri per evidenziare proprio lo spirito di condivisione e collaborazione nella preparazione delle manifestazioni (mettendo da parte anche “rivalità storiche”)  e, dopo la fase eliminatoria che si svolgerà in ciascun quartiere tra i rappresentanti di Marina/Stampace, Is Mirrionis/San Michele, Sant’Elia/San Bartolomeo,  Mulinu Becciu e Barracca Manna/Santa Teresa, le squadre vincitrici per ogni rione si ritroveranno il 2 giugno allo stadio Sant’Elia per la finale.
Alle attività sportive saranno ammessi le ragazze e i ragazzi dagli undici ai sedici anni.

Questa non sarà l’unica manifestazione prevista perché l’iniziativa si snoderà anche attraverso seminari, promozione del progetto di alternanza scuola/lavoro e attività legate ad alcuni testimonial che sono stati individuati nell’ambito della società Cagliari Calcio. La  compagine  rossoblù  di  calcio,  infatti, sarà  presente  con  il  suo   appoggio,  unitamente  alla  comunità Casa Emmaus delle Missionarie Somasche di Elmas e alla Diocesi di Cagliari.

Al centro del progetto rimane l’inclusione sociale e perciò  l’Assessore ai Servizi Sociali e Salute del Comune di Cagliari, Ferdinando Secchi, è intervenuto alla conferenza stampa che si è svolta nella sala stampa dello stadio Sant’Elia, durante la quale sono stati illustrati i dettagli della manifestazione.

“Lo sport sa ricongiungere persone come poche altre cose e ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo la disperazione”. Sono parole di Nelson Mandela che l’Assessore ha voluto ricordare. Ed ha aggiunto che “lo sport rappresenta anche un modo importante per migliorare la salute dei cittadini ed ha una grande dimensione educativa. In più svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo che non si può trascurare”.

Alla conferenza hanno preso parte anche Ilaria Nardi, presidentessa della Fondazione Carlo Enrico Giulini, l’Arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio, Suor Silvia Carboni delle Missionarie Somasche, Gianfranco Fara, presidente del CONI Sardegna e Mario Passetti in rappresentanza del Cagliari Calcio. Ilaria  Nardi  ha  accolto  entusiasticamente  le  adesioni  dei  cinque  quartieri  alla   manifestazione  ed      ha aggiunto che  “L’educazione ai valori dello sport permette ai giovani di sviluppare la socializzazione e il rispetto anche nei confronti degli avversari e questo è un aspetto fondamentale non solo per i nostri giovani”

L’Assessore ha concluso affermando che “si possono sfruttare le potenzialità dello sport per creare valore sociale nelle e con la comunità  attraverso progetti innovativi come la Coppa dei Quartieri e Scuola di Tifo, diversamente da quanto viene fatto con modelli diseducativi come il gioco d’azzardo. Il valore principale che bisogna dare allo sport è la capacità di sviluppare le relazioni sociali, di essere fattore di comprensione e strumento di pace, di essere componente essenziale della nostra società capace di trasmettere tutte le regole fondamentali della vita sociale e portatore di valori educativi imprescindibili quali la tolleranza, lo spirito di squadra e la lealtà”.

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