Cagliari: domenica conclusiva con  lunghe file per accedere ai “Monumenti Aperti” – VIDEO

Nostri cronisti in giro per la città nella giornata conclusiva di monumenti aperti  

di Antonio Tore

La bella giornata ha fatto da cornice alla manifestazione Monumenti Aperti  che si svolge in città. Diverse chiese e palazzi, chiusi per la maggior parte dell’anno, sono stati aperti alla curiosità e interesse dei cagliaritani. E’ stata aperta, ad esempio, una vecchia chiesa, tra il quartiere Europeo e il Cep dedicata a Sant’Alenixedda, costruita all’incirca nel 1.300 e attorno alla quale era nato un villaggio di pescatori della laguna di Molentargius. Dalla chiesa, attualmente utilizzata dall’Associazione Culturale Musica Viva, i cui soci hanno illustrato la visita, sono stati asportati la campana e tutti gli arredi, senza che si possa sapere dove siano stati portati.

Moltissime persone hanno iniziato le visite dalla Chiesa di San Saturnino, la cui storia è stata narrata dai ragazzi del Convitto Nazionale. A Tuvixeddu, la cui apertura di altri 2,5 ettari è stata inaugurata ieri, ha richiamato migliaia di cagliaritani, con tante famiglie a passeggio nel sito. Per poter entrare, era necessario affrontare una lunga fila di attesa, a cui tutti si sono sottoposti senza lamentele. All’interno, i ragazzi delle scuole che fungevano da ciceroni, hanno accompagnato i visitatori, suddivisi in gruppi, e hanno mostrato, oltre le tombe già conosciute, anche i resti dell’acquedotto romano e ciò che si può notare, in attesa dei nuovi scavi della Sovrintendenza, la tomba del Sid, di cui saranno messi in evidenza (si spera, in un futuro non troppo lontano), gli affreschi e fregi colorati dedicati al dio fenicio-punico.

Prima di arrivare all’ingresso, altri alunni dell’Istituto comprensivo Satta-Spano-De Amicis hanno mostrato i lavori di ceramica svolti con la guida di Nanni Pulli, ceramista di Selargius e hanno illustrato al pubblico come erano stati costruite nell’antichità delle armi in legno. I ragazzi hanno anche ricostruito anche alcuni siti di vita pastorale e agricola.  Grande folla in paziente attesa di poter entrare anche nel Palazzo di Città, dove si svolge una mostra dell’incisore Domenico Paladino, illustrate dagli alunni dell’Istituto Comprensivo 6 di Quartu Sant’Elena. Affollatissimo di cagliaritani e turisti, in Castello,  anche il Palazzo Viceregio, la Cattedrale, la chiesa della Speranza, la chiesa di Santa Maria del Monte, il Ghetto degli Ebrei e la chiesa di Santa Croce. Sconcerto tra i turisti per la mancata apertura della Torre di San Pancrazio, chiusa per lavori, come indicava un cartello affisso all’ingresso.

Tantissime persone, invece, hanno affollato gli spazi della Cittadella dei Musei, accompagnate nella visita dai ragazzi del Liceo Scientifico Pacinotti, del Chatterbox Primary, del Liceo Motzo, del Liceo Artistico Foiso Fois e diversi altri istituti. Ugualmente affollate sono state la Chiesa e la Cripta di Sant’Efisio, la chiesa e la cripta di  Santa Restituta, le chiese di Santa Chiara,  del San Sepolcro e di Sant’Eulalia. Una lunga fila di persone era sistemata davanti all’ingresso dell’Ospedale San Giovanni di Dio, in attesa di poter visitare i sotterranei dove, proprio ieri è stata rinvenuta una stele con incisioni risalenti, probabilmente, al periodo romanico.

Nella giornata odierna, probabilmente sarà superato il numero di visitatori di ieri, quando oltre 35 mila  persone hanno firmato i registri posti all’ingresso di ogni sito visitato. Si può affermare, tranquillamente che simili iniziative riscuotono sempre il consenso dei cagliaritani, desiderosi di riappropriarsi, almeno per qualche ora, dei beni che la città ospita sul proprio territorio. Guardate il video.

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