Cagliari: FabLab,  fabbricazione digitale per  realizzare la propria idea

Il FabLab, dall’inglese Fabrication Laboratory, è un’ officina che offre servizi personalizzati di   fabbricazione digitale. La filosofia del laboratorio è di facilitare l’accesso alla competenza tecnologica al maggior numero di persone

di Annalisa Pirastu

Nati da un’idea del Professor Neil Gershenfeld del M.I.T,  i FabLab di tutto il mondo sono collegati tra loro per offrire competenze tecnologiche.

A Cagliari l’unico FabLab con nuova sede dal 2016  in via San Saturnino 13,  nasce grazie all’ Associazione Faberaus, fondata nel 2015, da un gruppo di professionisti:  gli architetti Francesca Mereu, Isabella Quartu, Marcello Frau, la designerAntonella Piras e l’ingegnere informatico Luca Pinna.

Il  FabLab, dall’inglese Fabrication Laboratory, è un’ officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale dove chiunque può realizzare la propria idea. La filosofia del laboratorio è di facilitare l’accesso alla competenza tecnologica al maggior numero di persone. Il concetto di FabLab nasce da un’idea del Professor Neil Gershenfeld del prestigioso M.I.T.( Massachussets Institute of Technology). L’idea è legata a dei  laboratori in grado di collaborare a distanza ed elaborare progetti in forma digitale.

Queste le regole che si sono dati i FabLab di tutto il mondo : l’accesso deve essere pubblico, meglio se gratuito, ma ci possono essere differenti modelli di business, per esempio con accesso a pagamento: il laboratorio deve avere un insieme di strumenti e processi condivisi con tutta la rete dei FabLab. Un progetto realizzato per esempio a Roma deve poter essere riprodotto nei laboratori di altri continenti: il laboratorio deve essere attivo e collaborare con la rete globale dei FabLab.

Il FabLab di Cagliari appartenente alla rete MIT, è coordinato da Francesca Mereu, FabLab Manager e Local Instructor. Cagliari ha in corso vari progetti e attività.  Ha creato Casteddopoli, un gioco che  sta sviluppando con i ragazzi dell’ Istituto Giua per Iscol@, che si ispira al monopoli ma è interattivo. Per l’Ospedale Marino il FabLab  ha ideato un cuscino chiamato B-sensor che grazie a  una app visualizzata nello smartphone,  avverte il paziente del punto di pressione, per consentirgli di cambiare posizione. Saladina invece è un sistema idroponico da cucina , ed è stato sviluppato per un concorso Intel e presentato alla Maker Fair di Roma nel 2016.

Nel laboratorio si lavora con gli open source cioè i programmi che sono a disposizione di tutti e non a pagamento. Il laboratorio è ad accesso gratuito, previo tesseramento all’ Associazione Faberaus, e si autofinanzia con corsi, bandi e uso macchinari. Persino gli artisti usano il FabLab per creare le loro opere e trasmetterle per via digitale. Sembrerebbe la negazione dell’ arte ma, anche un’opera d’arte può essere fatta in modo tecnologico.

Nella produzione di beni di consumo, i FabLab danno ai loro utenti gli strumenti per realizzare dispositivi tecnologici  adattabili alle esigenze personali, in modi non accessibili alle produzioni su larga scala. Il FabLab di Cagliari è un punto di riferimento per tutti coloro che vivono in quest’era digitale.

L’indirizzo per approfondire l’argomento  è  Http://fablabcagliari.cc

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