Cagliari: prospettive di  agricoltura e zootecnia nel convegno organizzato dalla Flai e Cgil

Il convegno si svolgerà Martedì 21 novembre  dalle 9 al T-Hotel a Cagliari. interverranno tra gli altri  Pier Luigi Caria, Pier Luigi Caria, assessore dell’Agricoltura, Filippo Spanu, assessore agli Affari generali, personale e riforma della Regione, Luigi Lotto, presidente Commissione regionale agricoltura, Michele Carrus, segretario Cgil sarda

redazione 

Si parlerà delle prospettive dei settori agricoltura e zootecnia nel convegno organizzato dalla Flai regionale insieme alla Cgil martedì 21 dalle 9 al T-Hotel a Cagliari. Dopo la relazione introduttiva della segretaria regionale Flai Anna Rita Poddesu, al dibattito, coordinato dal giornalista Giuseppe Meloni, partecipano: Pier Luigi Caria, assessore dell’Agricoltura, Filippo Spanu, assessore agli Affari generali, personale e riforma della Regione, Luigi Lotto, presidente Commissione regionale agricoltura, Michele Carrus, segretario Cgil sarda, Salvatore Pala, presidente Oilos, Pierlugi Pinna, presidente Industria Casearia Pinna di Thiesi. Le conclusioni della mattinata sono affidate a Ivana Galli, segretaria generale Flai nazionale.

“In questo momento di crisi – ha anticipato la segretaria Flai Anna Rita Poddesu – il settore agricolo funge da cuscinetto, mantiene un livello di produzione complessivamente stabile che si attesta però solo al 20 per cento del fabbisogno alimentare isolano e realizza una produzione assolutamente limitata, pari al 4 per cento dei Pil sardo”. Si tratta di un settore con ampi margini di crescita, ed è proprio questo l’obiettivo della strategia di sviluppo che il sindacato propone: “Per superare la crisi e restituire una prospettiva di rilancio della nostra economia dobbiamo creare nuove opportunità produttive e occupazionali” ha detto Anna Rita Poddesu spiegando che “si può fare attraverso interventi incentrati sul presidio del territorio e indispensabili a frenare lo spopolamento”.

Secondo la Flai “dobbiamo investire, salvaguardando il tessuto produttivo ed economico esistente, su un  modello di sviluppo endogeno e sostenibile che trasformi in realtà tutte le potenzialità del comparto agricolo e agroalimentare, e quindi la valorizzazione dei prodotti agricoli, lattiero caseari, della zootecnia, del comparto della pesca, dello sfruttamento delle zone lacustri integrate”.

 

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