Cagliari: stadio Sant’Elia, tra breve si aprirà un’altra storia. Ma ecco quella vecchia

I lavori per il nuovo stadio che, forse, non si chiamerà più Sant’Elia, dovrebbero partire quest’estate e terminare nel 2019. Intanto sembrano già in ritardo quelli per lo stadio provvisorio nei parcheggi davanti ai distinti. Inntutti i modi il clan rossoblù fondato nel 1920 dovrebbe riuscire a festeggiare i suoi 100 anni di vita inaugurando il nuovo stadio

di Annalisa Pirastu

Tutti col fiato sospeso in attesa delle ruspe al Sant’Elia, per smantellare un altro pezzo della storia di Cagliari. Uno stadio dalla vita travagliata che farà posto a un complesso polifunzionale all’avanguardia. I cittadini potranno contribuire a suggerirne il nuovo nome?

I lavori per il nuovo stadio che, forse, non si chiamerà più Sant’Elia, dovrebbero partire nell’estate del 2017 e terminare nel 2019. Il clan rossoblù fondato nel 1920 dovrebbe riuscire a festeggiare i suoi 100 anni di vita inaugurando il nuovo stadio.
A febbraio di quest’anno Zedda ha firmato la delibera per la variante urbanistica e la Regione si è pronunciata favorevolmente a marzo. Tutti concordi perchè già l’ assemblea civica aveva votato unanimemente con 31 presenti su 31, per il si . L’ investimento sarà di 55 milioni.

La società rossoblù, che ha presentato il progetto nel 2015, è pronta a un consistente contributo e si sta muovendo per trovare finanziamenti pubblici, anche regionali tramite la Sfirs. Il sindaco Massimo Zedda ha sottolineato la sua collaborazione e progetta di spostare alcuni uffici comunali nelle pertinenze del nuovo impianto. Una volta terminata la concessione lo stadio resterà di proprietà comunale rendendo il progetto di rilevanza pubblica.

Il nuovo impianto sarà all’avanguardia. Tecnicamente è un impianto Uefa categoria 4 cioe il top nel quadro di riferimento europeo adatto ad ospitare anche gare di Champions League e qualificazioni a mondiali ed europei, con l’eccezione delle finali. Il progetto prevede un campo a 11, uno a 7, uno a 5 e due polifunzionali per basket, tennis e pallavolo.

Il nuovo impianto dovrebbe avere una capienza di 21mila posti a sedere in tribune tutte coperte. Troverà posto uno spazio commerciale di circa 10mila metri legato al tema dello sport, palestre di cui una di boxe già presente e di arti marziali, uffici, museo della società calcistica, hotels, spazi commerciali, sky box, in modo da poter sfruttare la struttura tutto l’anno.

E ancora, ci sarà un centro fisioterapico un ristorante lounge bar con vista su campo e mare, un bar e spogliatoi che potranno essere utilizzati anche dai numerosi frequentatori che si allenano all’esterno dello stadio.
Il progetto prevede un prato tutto intorno e dovrà essere realizzato con materiali resistenti alla vicina aria salmastra.

“È un’opera di pubblica utilità per tutta la Sardegna“ ha dichiarato l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, dopo il via libera del Comitato tecnico regionale per l’urbanistica, alla variante al Puc presentata dal Comune di Cagliari su richiesta della società capeggiata da Giulini. Vista la travagliata storia del Sant’ Elia è auspicabile che tutto fili liscio e finalmente i lavori comincino.

Il progettato originale del 1964 dell’architetto Sulprizio, prevedeva un solo anello di forma ellittica parzialmente sormontato da gradinate con una capienza di 35.000 spettatori.
L’impianto supervisionato dall’ingegner Lombardi fu inaugurato nel 1970 con l’aggiunta del secondo anello formato da 64 telai o cosciali in cemento armato. Appena diventato Campione d’Italia, il Cagliari, potè prendere possesso del nuovo impianto abbandonando l’Amsicora.
Le infrastrutture però tardarono ad essere compiute. Le vie d’accesso erano inadatte alla dimensione dello stadio e il parcheggio poteva contenere solo 200 auto. L’ impianto costò al Comune più di 1,9 miliardi di lire. Un quarto dei fondi fu erogato dal Coni.

Il 12 settembre, nel primo turno della Coppa Italia, il Cagliari sconfisse la Massese per 4 a 1 di fronte a 30.000 spettatori. Il 16 settembre ci fu il primo incontro di Coppa dei Campioni, in cui il Cagliari sconfisse i francesi del Saint-Étienne con 3 a 0 davanti a 63.000 spettatori. L’inaugurazione in campionato avvenne alla prima giornata del campionato 1970-1971, Cagliari-Sampdoria 2 a 1.

A novembre 1970 avvenne un incidente. Sotto l’impianto correva un oleodotto che serviva un vicino deposito carburanti dell’Aeronautica Militare. Probabilmente per una perdita il carburante filtrò in superficie e prese fuoco quando un operaio vi gettò un mozzicone di sigaretta acceso. L’incidente provocò la temporanea inagibilità dello stadio fino alla riparazione della tubatura.
Il battesimo internazionale dell’impianto rinnovato avvenne il 21 dicembre 1989, quando la Nazionale italiana vi disputò un’amichevole contro l’Argentina.

A vent’anni dalla sua inaugurazione, lo stadio fu ristrutturato dall’ Ingegner Rossi in occasione del Campionato mondiale di calcio 1990 che si tenne in Italia. I lavori, durati due anni, costarono 24 miliardi di lire rispetto ai 17 preventivati. La struttura venne adeguata alle norme di sicurezza, che portarono a una diminuzione dei posti a sedere. Fu aggiunta la copertura in legno sopra la tribuna centrale e il cosiddetto “pallone” per la stampa utilizzato solo per qualche partita di calcio a 5, nell’impianto polivalente interno. Fu migliorato il parcheggio. Il progetto della copertura totale dello stadio, chiesta da Luca Cordero di Montezemolo, Presidente del comitato organizzatore di Italia 90, non fu realizzata perchè troppo costosa. I fondi vennero utilizzati per la costruzione dell’Asse Mediano,

Anni 2000. Storia recente.
Per il campionato di Serie B 2002-2003, la Lega Calcio non diede l’agibilità allo stadio, per il pericolo di crolli. Il Cagliari investì, in tempi rapidissimi, 3 milioni di euro, per diminuire la distanza tra gradinate ed il campo ridimensionandolo a solo stadio calcistico con l’installazione di tribune Dalmine su tre lati del campo. Rimase intatta la tribuna centrale. Durante la partita Cagliari-Messina, un tifoso scavalcò le recinzioni e sferrò un pugno al portiere siciliano. Questo precedente portò alla rimozione delle ringhiere in ferro, sostituite con dei pannelli in plexiglas.
Furono in seguito operate alcune migliorie per il settore Poltroncine. Fu creato un fossato e le panchine furono interrate nel terreno. In seguito a queste modifiche con la legge Pisanu del 17 ottobre 2005, n. 210 la capienza scese di 3216 posti.
Sino al 2011-2012 periodo in cui a causa della sua parziale inagibilità non e stato utilizzato dal

Cagliari che per una stagione, il Cagliari ha giocato le gare casalinghe a Is Arenas di Quartu e al Nereo Rocco di Trieste.
Nel 2012, la Commissione Provinciale di Vigilanza dichiarò inagibile lo stadio per esigenze di tutela dell’ incolumità pubblica. La situazione era già nota da tempo, perché all’interno di una struttura ormai fatiscente erano state installate le tribune Dalmine, dapprima provvisoriamente, ma di fatto in maniera stabile. Il Cagliari fu così costretto a finire la stagione in uno stadio a capienza ridotta 14.000 posti, furono chiusi infatti i settori Distinti e la Curva Sud, scendendo sotto il livello minimo dei 20.000 richiesti dalla Serie A per una partita ufficiale. Si dovette ricorrere ad un’ulteriore deroga.

Il 7 aprile 2012, nella 12ª giornata di ritorno, il Cagliari giocò la partita contro l’Inter allo stadio Nereo Rocco di Trieste; il presidente Cellino decise di far disputare a Trieste anche le altre partite casalinghe della squadra, nonostante la Commissione di Vigilanza avesse concesso l’agibilità temporanea, con capienza limitata al Sant’Elia.
Il 16 maggio 2012 lo stadio venne ufficialmente abbandonato dalla società cagliaritana.
Per il campionato di Serie A 2012-2013 Cellino aveva firmato una convenzione triennale con lo stadio di Quartu, e montò le tribune Dalmine già usate nel 2003 a sue spese presso il Sant’Elia. Per la tribuna centrale coperta fu costruita una versione modificata di quella prevista per la Karalis Arenas di Elmas, composta da moduli in acciaio e elementi prefabbricati.
La scelta dello Stadio Is Arenas si rivelò presto inadeguata; fu dichiarato inagibile, e la squadra vi disputò un numero limitato di partite. I lavori di adeguamento poi portarono a un’indagine della Procura di Cagliari tanto che il 14 febbraio 2013, Massimo Cellino, il sindaco e l’Assessore allo Sport di Quartu furono arrestati per tentato peculato e falso ideologico in relazione a tali lavori.
Il presidente Cellino venne scarcerato il successivo 14 maggio e comunicò alle autorità la decisione di abbandonare definitivamente lo stadio Is Arenas, permanentemente inagibile dal 25 febbraio 2013.

Il 29 giugno, il presidente della Regione Cappellacci dichiarò, d’accordo con la società calcistica, che il Cagliari sarebbe tornato al Sant’Elia ; la conclusione dei lavori di adeguamento slittò fino all’autunno, per cui la squadra sarda poté riutilizzare l’impianto soltanto a partire dal 19 ottobre seguente . Il 23 agosto il Comune di Cagliari e il Cagliari Calcio posero la firma sulla nuova convenzione, decretando il ritorno ufficiale della squadra nell’impianto cittadino. La convenzione, mirava alla progettazione futura di un nuovo Sant’Elia.

In attesa del progetto, lo stadio venne parzialmente ristrutturato per essere idoneo per il massimo campionato italiano di calcio. Lo stadio, nella sua forma provvisoria, sarebbe stato in grado di ospitare 16.074 spettatori. Nonostante una parte dei lavori non fossero ancora terminati, la Lega Calcio e il Comune rilasciarono le autorizzazioni per giocare il 19 ottobre 2013 contro il Catania davanti a circa 5.000 spettatori, capienza mantenuta per i match successivi.

Nella stagione 2013-2014 il Sant’Elia viene riaperto al pubblico mentre si attendeva l’ esito del concorso di idee bandito dal Comune di Cagliari. che avrebbe voluto trasformarlo in uno stadio polifunzionale, per il calcio e per l’ atletica. Il comune rilasciò una nuova autorizzazione, il 24 agosto 2014, per la partita contro il Catania per l’accesso alla struttura di massimo 12.000 persone. L’ampliamento finale venne infine autorizzato il 21 dicembre 2014, a seguito della riapertura della Curva Sud, con il contributo finanziario di Sky Italia in cambio della ridenominazione Curva Sud Sky. La Curva Sud, con una capienza di 4.353 posti a sedere, portò così la capienza complessiva da circa 11.800 spettatori, agli attuali 16.074.

Il 10 marzo 2015 iniziarono i primi lavori di demolizione parziale delle tribune in cemento armato della vecchia struttura. Furono rimossi diversi “spicchi” dei gradoni prefabbricati posti sopra gli attuali accessi alla nuova struttura in Dalmine, in modo da metterli in sicurezza. E tuttora lo stadio risulta menomato.
A novembre 2016 Il Consiglio comunale di Cagliari ha detto sì alla variante urbanistica per il nuovo stadio.

Il progetto che viene approvato definitivamente il 21 febbraio 2017 dal comune di Cagliari e il 2 marzo 2017 dalla regione prevede l’agibilità del nuovo stadio nel 2020. La capienza prevista è di 21.000 spettatori, dato emerso studiando le statistiche degli ultimi 12 anni, che danno le affluenze a 12.000. Aumentare di quasi il 50% è uno sforzo notevole,
Nel frattempo il Cagliari giocherà le partite in uno stadio a tempo che verrà costruito, nell’estate 2017 nel parcheggio adiacente al settore distinti dello stadio, con le tribune in tubolari del vecchio stadio e la main stand dello stadio Quartese.
I lavori per l’impianto provvisorio, dovrebbero quindi iniziare da un giorno all’altro mentre ci vorranno circa tre anni per veder completato il nuovo stadio. Rimaniamo col fiato sospeso.

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