Cagliari: un  mistero dietro la ristrutturazione dello storico Hotel Mediterraneo

Lavori fermi da tre anni nell’hoetel di viale Diaz che era stato eletto anche a ritrovo dei cagliaritani a tutte le ore.  Perché?

 di Annalisa Pirastu

L’Hotel Mediterraneo, un  pezzo di storia di Cagliari, è diventato ormai una presenza imbarazzante  di scheletri metallici che deturpano il paesaggio della città, proprio ai piedi della maestosa scalinata di Bonaria. Ai tempi d’oro l’hotel  Mediterraneo aveva circa 30 dipendenti, tra il bar dove si davano appuntamento i Cagliaritani, il self service che era stato inaugurato con successo anni fa, e l’hotel vero e proprio che, seppur datato, era sede di congressi e iniziative varie.

I proprietari russi non commentano sull’abbandono della struttura, creando ipotesi complottistiche  e alimentando il timore che siamo davanti a un  problema che è anni luce dalla sua soluzione.

La prima ipotesi riguarda una presunta truffa con sequestro di beni. Andiamo con ordine.

Proprietà dell’immobile e gestione dell’attività alberghiera  dell’Hotel  sono suddivise dall’estate del 2013  tra le società russe Reiservice Srl e la Reistar Srl.  Il socio di maggioranza della Reistar, è Dmitri Goloshchapov, un imprenditore di 24 anni. Data la giovane età è legittimo cercare di capire se sia il figlio di Konstantin Goloshchapov. Lo è . Goloshchapov senior è il direttore di Smp Bank, di proprietà dei fratelli  Rotenberg, amici di Putin e influenti uomini d’affari russi.

Nel 2014 l’Autorità giudiziaria italiana ha congelato le operazioni finanziarie di Arkady Rotenberg in Italia, a seguito di provvedimenti sanzionatori emanati dall’UE, sequestrandogli  anche alcune ville a Campulongu e in Costa Smeralda. E’ da quella data che i lavori al Mediterraneo si sono fermati. Potrebbe essere questo il motivo dell’interruzione dei lavori? Pare che le due società russe siano in  causa al Tribunale di Cagliari e pare che i legali sardi di una della due compagini, abbiano  rimesso il mandato con motivazioni non pervenute.

L’altra ipotesi parla di lite finanziaria. Dmitri Goloshchapov ha rilevato la società Reistar, proprietaria dell’hotel, avvalendosi poi della collaborazione di Vitaly Khomyakov, suo uomo di fiducia, per la gestione dell’immobile . Quest’ultimo, secondo Goloshchapov, avrebbe travalicato dal suo ruolo, prendendo impegni all’insaputa della proprietà. homyakov avrebbe affidato, senza autorizzazione, il contratto d’appalto per la ristrutturazione, ad una società cagliaritana di impianti di condizionamento, con una capitale di 10mila euro. Per avere accesso alla struttura ora i proprietari, come da normativa, devono chiedere il permesso alla società che ha in carico il contratto. Le cause in sede penale e civile dovranno chiarire questo conflitto.

Nel 2017 i consiglieri comunali di Forza Italia: Stefano Schirru e Piergiorgio Massidda, col  consigliere regionale Stefano Tunis hanno fatto un’interrogazione al Comune chiedendo quali garanzie siano state date. Garanzie che in questa intricata situazione tornerebbero molto utili.

Intanto la struttura privata che avrebbe dovuto essere finita nel 2018, incombe con i suoi scheletri d’acciaio sul prestigio e il decoro della città. E questo non è certamente un fatto privato.

 

 

 

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