Calcio: il Napoli affonda il Cagliari con 5 reti a 0

La differenza era nota a tutti, il Napoli dall’alto del primo posto in classifica, come valori dei giocatori e quindi della spesa per acquistarli e  sostenerli stava lontano anni luce dal Cagliari come  tecnica ma anche come organizzazione di gioco

 di Sergio Atzeni

Il Napoli non sbaglia, affonda  5-0 il Cagliari e approfitta del rinvio di Juve-Atalanta per andare a   4 punti più alto  dei torinesi. Alla Sardegna Arena il Cagliari combatte  solo fino al 29′, quando Callejon sblocca la gara. Gli azzurri fanno 2-0 con Mertens nel finale di tempo (42′), poi dilagano nella ripresa con Hamsik (61′), Insigne (rigore al 73′) e Mario Rui (90′).

Per il Napoli è la 10a vittoria di fila fuori casa, per il Cagliari una sconfitta che brucia per come è maturata senza un minimo di resistenza.

La differenza era nota a tutti, il Napoli dall’alto del primo posto in classifica, come valori dei giocatori e quindi della spesa per acquistarli e  sostenerli stava lontano anni luce dal Cagliari come  tecnica ma anche come organizzazione di gioco.

Al Cagliari quindi non rimaneva che giocare veloce con grinta e senza fare errori possibilmente. Ebbene solo per 25 minuti la squadra rossoblu  ha tentato di tener testa alla Ferrari partenopea che dopo aver trovato il primo goal ha dilagato mortificando la compagine di Lopez.

Un Napoli che infierisce e non rinuncia mai a colpire l’avversario anche se sta annegando e come nel caso del Cagliari, è confuso, disorientato e senza un minimo di spirito di reazione.

La squadra rossoblu non è riuscita neanche a impensierire quella  di Sarri ed è sembrata la compagine   della parrocchia del quartiere che era lì destinata a prendere come minimo una cinquina dai napoletani che sgusciavano da ogni parte con tocchi di prima trovandosi senza guardare.

L’incontro ha dimostrato che non esiste nessuna pietà sportiva per i più deboli che hanno la colpe di non aver tanti soldoni per acquistare i fuoriclasse e poi poterli pagare. Certo se continua così, se la federazione non porrà dei paletti, il campionato italiano sarà una corsa per un  massimo di quattro contendenti con un divario netto con le altre squadre delle quali la maggior parte deve  arrancare per salvarsi e per far quadrare il magro bilancio.

Allora  dispiace vedere per noi tifosi un Cagliari che sia arrende, affonda con un allenatore che  fa un cambio   incomprensibili togliendo Han per Cossu quasi a volersi arrendere rinunciando  a un  attaccante che aveva fin lì fatto bene  a favore di un centrocampista.

Ora il baratro è a 5 punti e domenica i rossoblu giocheranno a Genova.

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