Cellule Jihadiste in Sardegna e in Lombardia

La Procura nazionale antiterrorismo e antimafia ha eseguito 15 arresti durante un’importante operazione che si è svolta su scala nazionale, per neutralizzare la minaccia terrorista nel nostro paese.di Annalisa Pirastu

Cellule jihadiste, legate all’organizzazione qaedista di origine siriana Jahbat Al Nusra, sono state individuate in alcune regioni italiane: Sardegna, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Le indagini sono state portate avanti  dagli esperti dello Scico e della Guardia di finanza di Brescia, con la collaborazione del Servizio contrasto al terrorismo esterno dell’Antiterrorismo delle forze di polizia.

L’intermediazione tra i gruppi principali era portata avanti da un soggetto che aveva intessuto e manteneva rapporti con le varie parti.

Gli arrestati sono per ora accusati, con coinvolgimenti diversi, di collaborare al fine di sostenere e implementare  formazioni di combattimento integraliste islamiche. Durante l’operazione sono state effettuate circa venti perquisizioni domiciliari.

Alcuni militanti siriani e marocchini sono stati individuati dalla Digos di Sassari con il sospetto  di associazione a fini terroristici, finanziamento del terrorismo e mediazioni finanziarie abusive.

Ad aprile 2015 era stata individuata ad Olbia una cellula di Al Qaeda. La cellula era stata ritenuta  responsabile dell’attentato del 2009 al bazar di Peshawar, in Pakistan, che aveva lasciato sul luogo oltre 130 cadaveri.

L’operazione odierna ha fermato  11 siriani e 4 marocchini residenti in Italia. Gli accusati si occupavano di riciclaggio e pagamenti in diversi Stati, non solo europei.

Le indagini investigative delle procure di Cagliari e Brescia sono partite dal traffico di profughi siriani dalle regioni del Nord Italia verso i Paesi settentrionali europei in cui sembra essere coinvolto uno degli arrestati di oggi.

La Digos di Sassari ha scoperto che i quattro uomini arrestati a Olbia, agivano via Internet chiedendo supporto e cercando proseliti in favore della jihad.  L’organizzazione terroristica siriana dirigeva poi nei territori di guerra le somme di denaro così ottenute.

A.D.,  trasferitosi in Svezia era già stato individuato a Olbia. L’uomo è stato catturato in Danimarca, dove è tuttora detenuto, con un  arresto europeo emesso dalle autorità di Tempio per un altro procedimento. Il detenuto aveva organizzato una rete che era diventata un importante punto di riferimento per i siriani residenti in Sardegna che volevano trasferire denaro verso la Siria.

L’arrestato faceva da intermediario accettando il denaro e trasferendo il controvalore delle somme versate, ai destinatari in Siria, attraverso dei fiduciari. Il suo guadagno era ottenuto da una percentuale che gravava su ogni operazione.

Anche il fratello di A.D.  è stato trovato in Svezia in possesso di 675mila corone cioè  circa 70mila euro in contanti. Uno dei fiduciari di cui si servivano è stato arrestato con una ingente somma di denaro mentre si dirigeva a Budapest.

I fondi spostati durante queste operazioni dalla Sardegna alla Siria, ammontano secondo una stima approssimativa, a diverse centinaia di migliaia di euro. Il denaro era dirottato per acquistare armi da guerra o guerriglia e automobili.

Nelle intercettazioni gli affiliati erano al corrente di tutti  gli sviluppi della guerra civile siriana e sembravano dimostrare empatia e vicinanza alle formazioni antigovernative.

 

 

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