Cgil chiede ad Abbanoa una riorganizzazione,   definire  il  piano di ferie e   riduzione dello straordinario

La Filctem Cgil aveva richiamato le responsabilità dell’azienda per la mancata attuazione di accordi precedenti, compreso quello del 2016, che definiva già percorsi di innovazione e riorganizzazione, ad esempio su corsi di formazione e avanzamenti di carriera

redazione

Le assemblee svolte nei giorni scorsi in Abbanoa hanno toccato un nervo scoperto fra i lavoratori chiamati a firmare un accordo per scongiurare gli effetti della legge Madia e costruire le basi per discutere della riorganizzazione: quelli già sottoscritti non sono ancora stati rispettati e la diffidenza diffusa non può che avere un peso nella vertenza attuale.

Non a caso la Filctem Cgil aveva richiamato le responsabilità dell’azienda per la mancata attuazione di accordi precedenti, compreso quello del 2016, che definiva già percorsi di innovazione e riorganizzazione, ad esempio su corsi di formazione e avanzamenti di carriera.

“Oltre a scongiurare l’ingresso nelle liste previste dalla legge Madia per restituire certezze e garantire salario e continuità lavorativa a tutti  – ha spiegato il segretario regionale Francesco Garau – l’azienda deve assicurare un impegno fattivo nella discussione sulla riorganizzazione, che non può prescindere dalla definizione di un serio piano di ferie, di riduzione dello straordinario e da una contrattazione di secondo livello adeguata alle performance aziendali sempre in crescita e alla redditività a cui partecipano attivamente i lavoratori”. E’ questa la chiave di volta della vertenza, la cui risoluzione sarà decisiva per arrivare a un servizio sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini.

Perciò il nuovo credito che eventualmente si deciderà di accordare all’azienda sarà vincolato alla sottoscrizione dei contenuti del preaccordo più alcuni punti integrativi che sono emersi nel corso delle assemblee e che saranno oggetto della riunione fissata per domani pomeriggio a Tramatza con i delegati e le segreterie di tutti i territori. Nelle note integrative i lavoratori chiedono, in particolare, che l’azienda garantisca tempi certi per l’attuazione degli accordi già sottoscritti, poi qualche precisazione per uscire definitivamente dall’impasse attuale, ad esempio sulla dislocazione territoriale dei nuovi mestieri, a tutela dei profili professionali meno elevati, e infine, un riguardo particolare per i lavoratori con limitazioni fisiche che li rendono purtroppo non idonei a svolgere determinate mansioni.

 

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