CNA: soddisfazione per il sostegno al credito delle imprese artigiane

Soddisfazione espressa dalla organizzazione degli artigiani per l’approvazione della delibera  della Giunta riferita agli interventi di sostegno al credito delle imprese

di Antonio Tore

La CNA esprime soddisfazione per l’approvazione della delibera con cui la Giunta regionale, su proposta dall’assessore al turismo, artigianato e commercio Barbara Argiolas, ha dato attuazione alla legge 949 per il sostegno al credito delle imprese artigiane. Come previsto dalla legge di stabilità regionale e come da tempo richiesto da CNA Sardegna gli interventi prevedono il contributo in conto capitale anche nelle operazioni di leasing nella misura del 10 per cento e un ulteriore contributo per le spese di garanzia per le operazioni di finanziamento effettuate attraverso i Consorzi Fidi. Grazie al rinnovo per un altro triennio della convenzione con Artigiancassa (soggetto istruttore) firmata oggi le misure di sostegno saranno immediatamente operative a partire dal 1° aprile.

Si tratta di interventi attesissimi dalle imprese artigiane, soprattutto dalle piccole e piccolissime aziende che rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese sarde e hanno sempre maggiore difficoltà di accedere al credito”, spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna.

La legge 949/52 – precisa la CNA Sardegna – è il principale strumento agevolativo  per sostenere lo sviluppo delle imprese artigiane. L’agevolazione consiste in un contributo in conto interessi che riduce il tasso dei finanziamenti erogati da banche in favore di dette imprese e del c/capitale relativamente ai finanziamenti destinati agli investimenti aziendali. Analogo intervento presta la legge 240/81 destinata ad agevolare lo stesso tipo di operazione, ma effettuata con il ricorso alla locazione finanziaria anziché al credito ordinario.

Sono strumenti strategici soprattutto per le imprese di piccola dimensione, in grado di soddisfare bisogni che altrimenti rimarrebbero inevasi – spiegano ancora Piras e Porcu -. Questa agevolazione produce infatti un significativo effetto moltiplicatore in termini di ricadute, impegna risorse pubbliche limitate, costituisce per le piccole imprese, in tempi di razionamento del credito, uno dei pochi strumenti – attraverso il finanziamento scorte – per ottenere la liquidità necessaria al reintegro del capitale circolante. Un aspetto di fondamentale importanza, vista la persistente difficoltà di accesso al credito per le aziende di piccola dimensione.

 

 

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