CRISI IDRICA. Vargiu (Riformatori): Non è solo siccità’. Cagliari al top per rete colabrodo!

Pubblichiamo il comunicato del Deputato Pierpaolo Vargiu dei Riformatori e la sua interrogazione al Ministro dell’Ambiente

di Antonio Tore

 

 

“I dati pubblicati dall’ISTAT sono impietosi: il dramma dell’acqua in Sardegna non è soltanto figlio della siccità, ma anche di una delle reti idriche più colabrodo d’Italia!”.

Lo denuncia il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu che ha rivolto un’interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente Galletti (oggi in Commissione Ambiente per relazionare proprio sull’emergenza idrica) per chiedere le risorse economiche e la nuova tecnologia robotizzata per i necessari interventi infrastrutturali.

“Cagliari è la maglia nera tra i capoluoghi italiani –sottolinea Vargiu- per la dispersione per Km quadrato: il dato (161,5 metri cubi) è inquietante, con perdite pari al 59,3% del totale (contro una media italiana intorno al 40%). I numeri simili di Sassari, Iglesias e Tempio configurano una situazione regionale davvero disastrosa!”.

“Purtroppo –continua Vargiu- secondo il Blue Book 2017 di Utilitalia, gli investimenti italiani sulla efficienza delle reti sono bassissimi: 35 euro/anno/ pro capite, che scendono a 12 nelle aree più povere, contro una media tra 80 e 120 euro delle altre nazioni europee”.

“Se non vogliamo che il disastro idrico in Sardegna diventi una calamità perpetua –conclude Vargiu- serve urgentemente un Piano di investimenti nazionale che abbia l’indispensabile attenzione per la tragedia climatica e delle reti di distribuzione della Sardegna.

 

 

INTERROGAZIONE VARGIU

Il sottoscritto deputato considerato che Il tema della gestione delle risorse idriche rappresenta oggi una sfida globale che condiziona le opportunità di sviluppo di intere aree geografiche;

l’Italia ha già pagato ampiamente il prezzo delle “tropicalizzazioni climatiche” con drammatici eventi alluvionali che hanno moltiplicato le criticità territoriali connesse al dissesto idrogeologico;

sempre più spesso, le stagioni alluvionali sono alternate a lunghi periodi siccitosi, che mettono a dura prova i sistemi di raccolta e di distribuzione della risorsa idrica, causando problemi sempre più drammatici alle utenze agricole e industriali e persino alla disponibilità di acqua potabile delle famiglie, degli ospedali, delle attività commerciali;

in tale contesto appare vieppiù fondamentale il tema dell’efficienza delle reti di distribuzione idrica;

i dati diffusi nel 2017 dall’ISTAT sulle perdite delle reti forniscono numeri impressionanti: le perdite sono quasi al 40%, assai più drammatiche nel sud e nelle Isole, proprio laddove le condizioni climatiche necessiterebbero di maggior efficienza delle reti;

la Sardegna presenta una situazione particolarmente preoccupante: la rete idrica di Cagliari arriva ad accumulare perdite pari al 59,3%, la terza peggior performance italiana, dopo Campobasso e Potenza;

Secondo l’ISTAT, Cagliari è il comune capoluogo che presenta la maggior dispersione quotidiana d’acqua per chilometro di rete; 161,5 metri cubi. Non molto meglio va nel resto della Regione: anche Sassari, Iglesias e Tempio sono sopra i 100 metri cubi per Km di rete;

il Blue Book 2017 di Utilitalia certifica che gli interventi di efficientamento delle reti idriche sono purtroppo limitati ad una media di 34/euro/pro capite/anno, che scendono addirittura a 12 euro/anno/ pro capite nelle aree di maggior disagio, contro medie europee tra 80 e 120 euro/anno/pro capite;

il MIT di Boston ha appena messo a disposizione una nuova tecnologia robotizzata (Pipeguide) in grado di “entrare all’interno delle tubazioni della rete”, scoprendo le perdite e addirittura riparandole;

interroga il Ministro dell’Ambiente per sapere se non ritenga urgente definire una strategia idrica nazionale che contenga uno specifico piano di investimenti per l’ammodernamento delle reti di distribuzione idrica, che abbia la doverosa, particolare attenzione per la Sardegna che, a causa dell’isolamento insulare, della certificata obsolescenza delle reti e delle particolari condizioni siccitose climatiche, sta oggi pagando prezzi sempre più insostenibili per la propria economia.

 

 

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