Dusu esti mellus de unu (Due è meglio di uno)

di Giorgio PCA Mameli

Trasformare i problemi in opportunità è un’idea americana su cui si basa il marketing. Il marchio Ichnusa può trasformare le birre inquinate in altrettante occasioni di incremento di vendite e fatturato. Con Ichnusa paghi solo la birra e risolvi anche noiosi problemi di igiene orale.

Una delle frasi topiche del marketing multinazionale americano, poi traslata anche nelle aziende europee, suona così: “non ci sono problemi, ma solo opportunità”. Il caso che sta travagliando la laguna di Assemini e zone collegate, i pastori che lì pasciono le loro pecore, il marchio della birra Ichnusa di proprietà di Heineken e i consumatori probabilmente lo può plasticamente dimostrare. Questi americanacci, detto con affetto, sono sempre un passo avanti: veri maestri di vita. La vicenda narra di disastro ambientale, inquinamento, della laguna di Assemini (fra l’altro anche SIC Sito di interesse comunitario codice ITB 040023 e anche protetta dalla Convenzione di Ramsar) e pascoli limitrofi. provocato dall’azienda Fluorsid di proprietà di Giulini Tommaso. Lo stesso Giulini Tommaso proprietario del Cagliari Calcio dal 2014, cosa vuol dire il caso. Panem et circenses?  Nel 2019 un tot di dirigenti di Fluorsid patteggiò una condanna a 23 mesi e una miserrima multa cui avrebbe dovuto seguire il piano di bonifica per ventidue milioni di eurini a carico dell’azienda. A distanza di tre anni nulla è successo, come ragionevolmente prevedibile. Nel frattempo ci si mette di mezzo Massimiliano Mazzotta, regista di documentari di denuncia. Il Mazzotta va in un supermercato e acquista un po’ di bottiglie Ichnusa e, senza logo, ne manda il contenuto a sei laboratori. Di questi: cinque gli dicono che la birra è inquinata, al minimo di due volte e mezzo fino a un massimo di diciotto volte e briscola e solo uno dice:“tutto è regolare”. A questo punto non resta che trasformare i vari problemi in altrettante opportunitàE lo si fa scomponendo il problema principale per poi ricomporlo in tante opportunità. Nei dentifrici c’è il fluoro che rafforza quello già presente nei denti e aiuta a combattere le carie, la birra Ichnusa è palatalmente ottima e in più, come si sa da decenni, chi beve birra campa cent’anni. Si può imbastire una bella campagna pubblicitaria sotto il segno del paghi uno e hai due se non addirittura tre: bevendo Ichnusa godi il piacere di una birra eccezionale, ti lavi anche i denti senza dover usare il noioso spazzolino e in più risparmi i soldi del dentifricio. Qualcuno dirà; certo, ma troppi fluoruri fanno male alla salute. Nessun problema, basterà inserire nell’etichetta ogni quanto bere la birretta: tutti i giorni per le bottigliette o lattine con poco inquinante, ogni due giorni per quelle con un po’ di più e a seguire, così si salva tutto. E più inquinante c’è più a lungo dura l’effetto dentifricio, ma questa è una scelta che si lascia al consumatore. Resta la questione del disastro ambientale: però quei ventidue milioni meglio buttarli in una lagunetta che non si fila nessuno o investirli per pianificare la risalita del Cagliari dalla seri B alla massima divisione? Vuoi mettere una lagunetta inquinata con le partite contro Milan-Inter-Juve-Roma-Lazio-Napoli-Atalanta? Che poi sono il doppio per via dei due gironi. Senza contare che Ichnusa con questa rivoluzionaria promessa sarà main sponsor nelle partite trasmesse all’estero acquisendo nuovi mercati internazionali. È ovvio che non c’è storia. Non problemi, ma solo opportunità. Ad majora.

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Fonti:

  • “Sospetti di fluoruri nella birra Ichnusa” – Andrea Sparaciari – Il Fatto Quotidiano 12/07/2022
  • “Fluoruri killer, ma la Sardegna non ci dà i dati” – Andrea Sparaciari – Il Fatto quotidiano 13/07/2022
  • “Sardegna, nessun controllo da Arpas” – Andrea Sparacciari – Il Fatto Quotidiano 14/07/2022

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