E’ ripartito il progetto Resilienze culturali 2

di Massimo Dotta

Dopo gli ottimi risultati della prima edizione realizzata lo scorso anno, l’Associazione Amici di Sardegna grazie al contributo concesso dalla Fondazione di Sardegna, rinnova la sua attività di raccolta e divulgazione delle esperienze che hanno promosso e tutt’ora promuovono la conservazione, la trasmissione e valorizzazione della storia, della cultura sarda e dell’identità sarda.

 

 

 

 

Il progetto ha avuto l’obiettivo generale di favorire la conoscenza e la diffusione di positive esperienze, divulgare iniziative, testimonianze e favorire la scoperta di luoghi e di storie che hanno come elemento in comune la Sardegna, le sue risorse e i suoi protagonisti. Per fare questo si è pensato di partire da un componimento di Grazia Deledda: “Noi siamo sardi”.

Noi siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi,

romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.

Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono

sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.

Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo,

lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.

Siamo il regno ininterrotto del lentisco,

delle onde che ruscellano i graniti antichi,

della rosa canina,

del vento, dell’immensità del mare.

Siamo una terra antica di lunghi silenzi,

di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,

di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.

Da sinistra Dionigi Satta e Roberto Copparoni a Ittireddu

In questa poesia la poetessa esprime in poche parole il profondo amore per la propria terra e il forte legame del suo popolo, considerato come l’espressione di una fusione di civiltà e culture che nei secoli hanno vissuto nella Sardegna. Questa è stata la poesia che ha accompagnato il progetto in questo bienni di attività che ci ha visto viaggiare in diversa parti della Sardegna e raccogliere le testimonianze di tutte quelle persone che a vario titolo e modo si sono distinte in questo ambito.

 Un viaggio all’interno della Sardegna e dentro noi stessi, con il fine di scoprire, sia quanto di bello possiamo ancora ricevere dalla nostra isola, sia quanto di buono tutti noi possiamo restituire alla nostra amata terra, per sostenere la ricerca della sardità perduta. Proprio per questo motivo il progetto é stato intitolato: “Resilienze Culturali Percorsi di valorizzazione integrata della Sardegna fra natura, cultura, ambiente e tradizioni”.  La nostra cultura è il risultato di una serie di contaminazioni che nei secoli si sono avute fra le varie popolazioni che hanno vissuto nel territorio sardo e di cui ancora oggi è possibile ritrovarne traccia.

anti dalla Associazione Amici di Sardegna. In questo modo si porterà avanti l’attività di promozione dei positivi esempi delle cosidette “buone pratiche” che sono presenti nella nostra regione, realizzando una nuova serie di interviste a molti personaggi, noti e meno noti, la cui attività è particolarmente significativa a questo proposito; degli attori locali che agiscono nel quotidiano, racconteranno le loro esperienze e come queste si inseriscono nel contesto socio economico locale.

La raccolta di queste testimonianze risulta essere utile anche per poter divulgare una storia e una cultura che spesso sono sconosciute agli stessi abitanti locali, ed usare i filmati aiuta a poter arrivare a un pubblico più vasto, più inter-generazionale.

Esempi di attività dove “la cultura paga” che possano servire come ispirazione a tutti coloro che cercano di arginare la desertificazione culturale e l’abbandono di molti centri ricchi di storia.

Il progetto finanziato, e i cui filmati e foto saranno realizzati da Simone Cirina (Istoria de Pedra), si stà riavviando e le nuove interviste toccheranno diversi comuni in varie aree della Sardegna in modo da offrire un quadro regionale della situazione culturale.

In particolare sono previsti degli eventi a Sassari, Portotorres, Ittireddu, Gonnesa, Cagliari, Tiana, Lodè e Galtelli.

Tutto il materiale filmato verrà poi pubblicato sul web, con il contributo di canali di diffusione come TELEGI (www.telegi.tv) per raggiungere il pubblico più vasto possibile in maniera del tutto gratuita.

 

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