Etichette del latte: dal 19 aprile scatta l’obbligo di indicare l’origine di mungitura e confezionamento.

Anche in Sardegna operazione trasparenza per i consumatori, a partire dal 19 aprile 2017

 di Antonio Tore

Da mercoledì prossimo operazione verità per chi acquista latte e formaggi italiani al 100%. Scatta, infatti, l’obbligo di indicare in etichetta, su tutte le confezioni dei prodotti lattiero-caseari, l’origine delle materie prime in maniera “chiara, visibile e facilmente leggibile”. E questo per latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini a base di latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

“Vogliamo garantire – dichiara il ministro Martina – la massima tutela e trasparenza per consumatori e produttori. Con la sperimentazione dell’origine in  etichetta, infatti, chi acquista potrà scegliere in modo informato e consapevole il made in Italy”.

“Si tratta di una svolta storica che consente un rapporto nuovo tra gli allevatori, i produttori e i consumatori” – commenta il ministro Martina – L’Italia continuerà a spingere perché questo modello si affermi a livello europeo e stiamo lavorando per estendere l’obbligo dell’origine in etichetta anche ad altre filiere agroalimentari”.

Le norme emanate dal ministero con una circolare esplicativa,  indicano che dal 19 aprile le etichette di tutte le confezioni di latte e prodotti lattiero-caseari devono, obbligatoriamente, indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura: ”ORIGINE DEL LATTE: ITALIA”. Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: ‘latte di Paesi Ue’ se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei; ‘latte condizionato o trasformato in Paesi Ue’, se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei. Se le operazioni avvengono fuori dall’Ue, invece la dicitura è ‘Paesi non Ue’.

Sono esclusi dall’obbligo di origine in etichetta, specifica il Ministero, solo i prodotti con Denominazione di Origine Protetta (Dop) e Indicazioni di Origine Protette (Igp) che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.

L’etichetta di origine era molto attesa per questi prodotti proprio perché l’Italia, come ricorda la Coldiretti, che definisce il nuovo obbligo “un momento storico per il made in Italy” e, quindi, ha sostenuto con fermezza il provvedimento, è il più grande importatore di latte nel mondo; basti pensare che 3 cartoni di latte Uht su 4 sono di fatto ‘stranieri’, come anche la materia prima della metà delle mozzarelle.

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