Ganau alla  Commissione parlamentare per le questioni regionali

Il presidente  del Consiglio Regionale  sardo  è stato ascoltato nell’ambito dell’indagine conoscitiva, avviata dalla commissione bicamerale oltre un anno fa, sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, e sull’attuazione degli Statuti speciali 

di Antonio Tore 

«Per realizzare un regionalismo efficiente e realmente cooperativo, rispettoso delle reciproche competenze e delle specificità di ciascuna regione non è più utile percorrere necessariamente le vie della legislazione della crisi e dell’accentramento, piuttosto è necessario cercare con più convinzione forme di integrazione e cooperazione fra i due livelli, Stato e Regioni, più rispettose dell’impianto costituzionale e del ruolo effettivamente svolto dalle Regioni, anche rispetto alla crisi economica».

È quanto dichiarato questa mattina dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau durante i lavori della commissione parlamentare per le questioni regionali, a nome delle Assemblee legislative delle Regioni Speciali e delle Province autonome.

Il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda è stato ascoltato nell’ambito dell’indagine conoscitiva, avviata dalla commissione bicamerale oltre un anno fa, sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, e sull’attuazione degli Statuti speciali. Partendo dall’esito referendario il presidente del Consiglio ha sottolineato che oggi è necessario ragionare di regionalismo in termini più ampi e non più vincolati dai binari alquanto rigidi segnati dalla riforma costituzionale.

«Lo Stato per primo non ha adeguato la propria struttura alle esigenze del regionalismo e non ha adottato una legislazione adeguata e rispettosa delle previsioni costituzionali – ha dichiarato il presidente Ganau che nel corso del suo intervento ha spiegato quanto sia determinante l’aspetto legato alle risorse per il raggiungimento di un “regionalismo evoluto”.

«Lo Stato ha fatto continuo ricorso al coordinamento economico e finanziario per limitare attività e politiche locali e di conseguenza ora siamo difronte ad una scissione sempre più evidente fra compiti e responsabilità delle Regioni e dei territori, ed effettiva disponibilità di risorseIl tema – ha chiarito Ganau – riguarda non solo le Regioni ordinarie, ma anche quelle ad autonomia speciale, seppur in modo diverso e con difficoltà differenti. Per effetto degli accantonamenti si riducono le disponibilità che dovrebbero essere invece garantite, e accrescono di contro funzioni più onerose per effetto di scelte unilaterali statali, vedi l’ampliamento delle cure costose, senza alcun incremento di risorse. Ritengo inoltre essenziale per un regionalismo evoluto, ispirato alla cooperazione, poter declinare diversità ed esigenze dei territori, e forme che ne caratterizzino l’autonomia. Perché siamo convinti che anche la specialità sia più forte all’interno di uno Stato realmente federale».

Secondo il presidente del Consiglio raccordi, cooperazione ed efficienza non coincidono insomma con omologazione e appiattimento e il lavoro che la Commissione per le questioni regionali porta avanti, merita di essere trasformato in proposte per favorire un adeguamento del regionalismo al quadro istituzionale e una prima soluzione dei nodi che ne hanno ostacolato una sua effettiva attuazione.

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