La Rete Heminas si è autoconvocata sotto il palazzo del Consiglio Regionale.

Centinaia di donne hanno manifestato  rivendicando  una legge sulla “Parità di Genere”

di Antonio Tore

Professioniste, dipendenti, casalinghe, giovani e meno giovani avevano formato una Rete, inizialmente legate da personali conoscenze e legami di amicizia, per rivendicare maggiore spazio per le donne nella vita politica della Sardegna.

“In un mese di vita – ha detto Cristina Muntoni – abbiamo superato il numero di 2.000 aderenti al gruppo, ma questa unione che si è rafforzata anche fuori dal web, non è solo virtuale, ma che unisce chi vuole costruire una società più giusta senza discriminazioni, per i diritti e le pari opportunità e contro ogni forma di violenza nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze. La stessa manifestazione che si svolge a Cagliari, si tiene contemporaneamente anche a Sassari”.

“Le norme sulla istituzione della cosiddetta parità di genere, presentata il 17 aprile 2015, non ha prodotto alcun risultato – afferma Carmina Conte – perché ha subito continui rinvii nelle commissione riforme, senza che si arrivasse, fino ad ora,  ad un determina del Consiglio Regionale”.

“Ci è stato promesso – ha continuato Conte – che il disegno di legge (prima firmataria Anna Maria Busia) sarà portato in aula la settimana prossima, ma, visti, i precedenti, noi non ci crediamo, perché nel Consiglio Regionale siedono attualmente solo 4 donne su 60 consiglieri complessivi. E non ci crediamo perché, contemporaneamente, è stata calendarizzata la discussione della riforma delle legge elettorale e questo farà passare in secondo piano la nostra richiesta”.

E queste sono le motivazioni che ha spinto  la Rete Heminas a chiedere la mobilitazione delle donne sotto il palazzo del Consiglio Regionale, per spingere l’organo politico ad approvare una volta per tutte la legge ferma da oltre due anni.

A margine della manifestazione, tuttavia, sono state colte voci di altre donne che non concordavano (forse per scarsa attenzione e mancanza di informazione) con quanto sostenuto: “Non è importante quante siano numericamente le donne rispetto agli uomini – dice una signora di passaggio – ma è importante quello che propongono e che le loro proposte facciano veramente il bene di tutti i cittadini sardi, a prescindere dal sesso”.

 

 

 

 

 

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