Prezzo latte. Lai: “Bene prime risposte dal Governo ma ascoltare la protesta più profonda”

Silvio Lai (PD): nelle crisi bancarie si tutelano i risparmiatori, qui vanno aiutati i pastori

redazione

“Positivi i propositi del Governo, occorre coordinarli con le misure pensate dalla Regione, ma serve di più: ascoltare il sentimento più profondo e le ragioni della protesta dei più deboli.” Così Silvio Lai, senatore Dem, che ricorda come già nella stabilità 2015 avesse “proposto al Governo, con un emendamento, di estendere il fondo di sostegno agli allevatori anche al comparto ovino-caprino, in previsione di un possibile calo del prezzo del latte come era successo al latte bovino.”
“Ora la situazione è diventata incandescente. La protesta del comparto agricolo sardo di domani è un grido di allarme da ascoltare, non va scambiato con una contrapposizione inutile. Può invece essere di stimolo alle istituzioni regionali e sostegno per una interlocuzione seria e coordinata nei confronti del Governo, attraverso i nuovi strumenti di confronto disponibili.
Il problema del prezzo del latte è forse quello più evidente ma collegato ad esso c’è tutto un sistema in sofferenza che non chiede assistenzialismo ma un sostegno nella fase di emergenza per cercare di limitare i gravi danni subiti, e ridurre il rischio di collasso delle figure più deboli del sistema, i pastori.
In alcuni momenti è giusto che il disagio venga espresso in maniera chiara, questo non per cercare responsabili o per puntare il dito contro qualcuno ma per trovare insieme le soluzioni più adeguate e concrete.” Prosegue la nota del senatore del PD Silvio Lai.
“Chiunque di noi parli direttamente con chi sta vivendo le difficoltà di una crisi le cui cause sono purtroppo molteplici, non può non rendersi conto che le risposte strutturali rischiano di dare effetti con troppo ritardo.”

“Nell’indirizzo anticipato dal Governo e dalle linee del Consiglio regionale emergono strumenti ed interventi che possono essere utilissimi per strutturare finalmente un cambio del sistema, ma ora, prima di tutto, dobbiamo ridare serenità a chi sta subendo di più gli effetti della situazione che si è venuta a creare. Le misure che intervengono sull’iperproduzione, che non è responsabilità dei pastori, devono avere effetti immediati, anche con un accordo sottoscritto da tutti gli attori della filiera e garantito dalla Regione, anche sui pastori. Altrimenti sarebbe come se il Governo si occupasse delle banche senza ristorare i risparmiatori traditi.

Le istituzioni devono difendere i più deboli, chi non ha la forza finanziaria, chi con 100 o 200 pecore sta nel territorio e produce latte al prezzo fatto da altri.
Occorre mantenere una visione complessiva dei problemi che hanno colpito il settore agricolo in questi anni: dal costo dell’acqua per uso irriguo che ha un impatto fortissimo sui bilanci delle aziende agricole alla crisi che colpisce tutto il comparto della coltivazione del grano. A tutto questo si aggiungono i problemi dell’accesso al credito ma anche della spendita dei fondi comunitari.
È una crisi che parte da lontano, su cui incidono numerosi fattori e criticità, da affrontare tutti per ricreare le condizioni minime necessarie a mantenere in vita il settore agricolo. Ecco perché pensiamo che al di là di quanto è stato già fatto o annunciato la protesta di domani vada rispettata e ascoltata e deve essere l’occasione per una riflessione comune e complessiva, da cui possano essere create le basi per un rilancio serio e duraturo di tutto il mondo agricolo sardo.

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