Referendum insularità bocciato: continuano le prese di posizione dei politici sardi

L’Ufficio regionale del referendum ha dichiarato illegittimo il referendum sull’insularità della Sardegna, quesito proposto dal Comitato per l’inserimento del principio di insularità nella costituzione

di Antonio Tore

La decisione dell’Ufficio regionale del referendum di bocciare la richiesta di inserimento nella Costituzione del principio di insularità, accompagnata dalla firma di oltre 92.000 sardi, sta suscitando le reazioni del mondo politico in Sardegna.

Il Senatore Emilio Floris ha attaccato direttamente la Giunta regionale, indicando nei “ burocrati individuati da Pigliaru per comporre l’Ufficio regionale del referendum” coloro che hanno assunto la  decisione di cestinare le firme di quasi centomila sardi che volevano iniziare l’iter parlamentare che avrebbe portato al riconoscimento del principio di insularità all’interno della Costituzione Italiana. A noi sembra, ha continuato Floris che sia una decisione completamente scollegata dalla realtà della Sardegna, esattamente come lo è il governo regionale”.

Un altro esponente di Forza Italia, Pietro Pittalis, cosi commenta l’accaduto: “Non comprendiamo le ragioni della bocciatura del referendum sull’inserimento del principio di insularità in Costituzione. E’ un verdetto negativo che appare illogico e paradossale”.

“E’ una decisione anacronistica ed inopportuna – continua Pittalis – che contraddice quanto accaduto in Veneto e Lombardia, con una consultazione popolare ammessa per l’approvazione di condizioni particolari di autonomia nelle due Regioni”.

Dunque, per il capogruppo forzista non ci sono dubbi: “Questa battaglia – conclude Pittalis – non si deve certo fermare, perché il riconoscimento porterebbe la Sardegna ad avere maggiori spazi di manovra nei confronti del Governo, con la spinta dell’insularità. E’ poi inammissibile giustificare la bocciatura a fronte di oltre 90mila firme a favore del referendum. Forza Italia continuerà a sostenere con convinzione la battaglia che, con lungimiranza, hanno promosso i nostri amici Riformatori sardi”.

Roberto Frongia, presidente dei Riformatori sardi e responsabile del Comitato referendario, non perde di vista l’obiettivo: “Sapevamo bene che il cammino verso il riconoscimento del principio d’insularità sarebbe stato difficile, come tutte le scelte che rivoluzionano ‘su connotu’. Mai avremmo però immaginato un’interpretazione burocratica di questo genere, che sostanzialmente nega il diritto dei sardi ad utilizzare lo strumento referendario, contraddicendo mille altre interpretazioni precedenti”.

Tuttavia, continua Frongia siamo “forti del parere di illustri costituzionalisti e amministrativisti  e impugneremo immediatamente questa scelta pazzesca, che violenta la sovranità popolare espressa da 92mila sardi e ritarda la partenza della rivoluzione della responsabilità e della consapevolezza che può davvero cambiare la testa e il futuro dei sardi. Agiremo nelle prossime ore in tutte le sedi giudiziarie per difendere la libertà di manifestazione del pensiero da parte dei cittadini sardi”.

 

 

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