Rubrica:  Cagliari, “Una strada, un personaggio,  una Storia” – via Filippo Vivanet

Ogni settimana parleremo di una strada di Cagliari raccontando  la storia del personaggio a cui è dedicata. Si   potranno scoprire così   le persone,  molte volte sconosciute, legate alla storia di Cagliari  o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Via Filippo Vivanet è una traversa di via Pessina che interseca via Antonio Loru. Filippo Vivanet nacque a Cagliari il 9 aprile del 1836 e   fu  architetto, archeologo e scrittore.

Si laureò in architettura alla facoltà di Filosofia e Belle Arti dell’Università di Cagliari, e diventò docente di matematica nella stessa università.   I suoi studi e ricerche ebbero carattere prevalentemente storico-umanistico. Si interessò in particolare alla Sardegna in età antica e medioevale,  i suoi scritti, tra cui diverse poesie, spaziarono in più campi della cultura.

Svolse anche l’attività di archeologo, diventando dirigente del Museo di Cagliari e Soprintendente ai Beni Archeologici della Sardegna. Fu il primo a sperimentare l’archeologia subacquea in laguna. Nel 1891 scoprì, un importante sito archeologico proprio con quel metodo, nella laguna di Santa Gilla.

Quando Pietro Martini diede credibilità alle pergamene di Arborea , pubblicando nel 1863 Pergamene, codici e fogli cartacei di Arborea, Filippo Vivanet difese ad oltranza le documentazioni prodotte da Martini, in relazione alla veridicità dei codici e delle pergamene di Arborea.

Tuttavia nel 1870 una commissione scientifica dell’Accademia delle Scienze di Berlino, presieduta da Theodor Mommsen Premio Nobel per la Letteratura nel 1902, ne decretò la totale falsità. Le Carte di Arborea si scoprì essere dei documenti messi in circolazione dal 1845 dal frate Cosimo Manca. Erano cronache, testi giuridici, poemi in latino, in italiano e in un idioma fantastico chiamato sardo medioevale..  Le carte, in maggioranza pergamene,  provenivano da un ufficio di Cagliari ed erano state create da un archivista, certo Ignazio Pillito.

La  fama del Vivanet negli ambienti scientifici internazionali subì un ridimensionamento, a causa di questa sua difesa di un falso  e anche per le sue interpretazioni di epigrafi non sempre ineccepibili e filologicamente non corrette, come evidenziò più volte il Mommsen.  Inoltre Vivanet aveva una  politica non attenta ai furti che si verificavano negli scavi che lui soprintendeva.

Fu consigliere comunale di Cagliari e vicepresidente del Consiglio provinciale dello capoluogo sardo. Morì a Cagliari l’11 giugno 1905.

 

 

 

 

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