Rubrica: ”Una Strada, un Personaggio, una Storia” Cagliari,  via Marcello Malpighi

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

 di Annalisa Pirastu

Via Marcello Malpighi è una traversa di via Is Guadazzonis.

Marcello Malpighi  nacque a Crevalcore a circa 30 chilometri da Bologna il 10 marzo 1628. E’ stato un medico anatomista e fisiologo. E’ considerato come il padre dell’anatomia, istologia, fisiologia ed embriologia microscopiche . Fu il primo ad esaminare e studiare i capillari negli animali e a scoprire il legame tra le arterie e le vene, legame  sfuggito a William Harvey . Malpighi fu anche il primo ad analizzare i globuli rossi al microscopio. Il suo trattato De polypo cordis è stato fondamentale quale studio pionieristico per la spiegazione della composizione del sangue.

Con l’uso del microscopio  Malpighi riuscì a scoprire aspetti della biologia fino ad allora sconosciuti : che gli insetti non utilizzano polmoni per respirare, ma dei piccoli fori nella pelle chiamati trachee : studiando l’anatomia del cervello, ha confermato che l’organo è una ghiandola. L’endocrinologia moderna riconosce che l’ipotalamo del cervello ha la capacità di ormone secernente. Figlio di una famiglia, benestante e agiata, che aveva dei possedimenti, Malpighi studiò la grammatica e la retorica, oltre al latino.

Nel gennaio del 1646 si iscrisse allo Studium di Bologna, dove studiò  filosofia, esercitandosi in frequenti e pubbliche disputazioni.

Nel 1649 morirono entrambi i genitori e la vita dedita allo studio di Malpighi, cambiò. Essendo il  primogenito, Malpighi dovette occuparsi  dei suoi cinque fratelli e di tre sorelle. Sotto consiglio del sacerdote con cui studiava filosofia, si iscrisse in Medicina . La sua passione fu l’ anatomia e comincio a frequentare il  Coro anatomico, un’accademia  dedita alla dissezione di animali e, quando disponibili, di cadaveri umani.

In quegli anni, però, lo Studium di Bologna  riconosceva incondizionatamente l’autorità antica di Galeno . Il Massari era un medico galenico e astrologico, cioè prima ancora di formulare una diagnosi studiava l’oroscopo del suo paziente e su questa base decideva la terapia. Malpighi trasse da Massari il meglio, cioè l’acutezza di anatomico e la sperimentazione su animali e cadaveri ma non l’arbitrarietà delle sue deduzioni.

Malpighi venne perseguitato  per un  odio nato da dissidi su un confine tra le proprietà della sua famiglia e la famiglia Sbaraglia , ma soprattutto a causa del Coro anatomico e del sospetto del suo allineamento alla teoria iatromeccanica piuttosto che alle convenzioni  ippocratiche  e galeniche. L’amicizia con il matematico Alfonso Borelli,  introdusse Malpighi alla iatromeccanica ed alle sue idee improntate sull’osservazione dei fenomeni viventi basandosi sulle leggi della fisica e della matematica.

Questo nuovo indirizzo  chiamato iatromeccanica cercava di applicare la filosofia meccanica di Descartes ai corpi viventi e di considerare, quindi, gli animali, complessi ingegni meccanici.

La iatromeccanica, una dottrina medica, elaborata nel XVII secolo da William Harvey venne consolidata da Marcello Malpighi . La teoria  interpreta l’organismo umano come un assemblaggio di macchine diverse, ognuna con una struttura e un compito ben definito, analizzabile, spiegabile e misurabile. Fu  un’interpretazione rivoluzionaria, nata anche dall’influenza delle ricerche galileiane del ‘600.

Questa concezione però si discostava molto dalla “Teoria degli umori” di Ippocrate e dalle ispirazioni aristotelico-galeniche.

Per questa sua aderenza alla iatromeccanica il Coro era malvisto da quasi l’intero corpo accademico del tempo. Alcuni colleghi non solo attaccarono verbalmente Malpighi ma lo minacciarono di morte se non  fosse ritornato alla medicina tradizionale.

Nel 1656, due anni dopo la laurea in Medicina e Filosofia e un anno dopo la morte del suo maestro e cognato Massari, il Senato di Bologna conferì la cattedra di Logica a Malpighi, da lui chiesta tre anni prima.

A novembre dello stesso anno però  Malpighi accettò l’invito del granduca Ferdinando II de’ Medici di insegnare Medicina teorica presso l’Università di Pisa.

Qui divenne membro dell’Accademia del Cimento, che valorizzava la scienza galileiana in Italia riunendo illustri studiosi. Malpighi ricominciò così a sperimentare e a sezionare anche animali vivi.

Il triennio pisano fu importantissimo per forgiare Malpighi come uomo e come scienziato. Nel 1659 ritornò a Bologna per intercedere per suo fratello Bartolomeo, condannato a morte per aver ucciso il primogenito degli Sbaraglia loro antichi avversari.

Scagionato il fratello, Malpighi rimase a Bologna, dove ricoprì la cattedra di Medicina teorica.

È proprio in questo periodo,  che avviene la prima vera grande scoperta di Malpighi che lo renderà  famoso in tutto il mondo. Attraverso lo studio e la sperimentazione sui polmoni, formula, per primo nel mondo, un’ ipotesi realistica sulla loro funzione. Riuscendo  a penetrare con vari artifizi anatomici nell’interno delle strutture svelò il meccanismo del loro funzionamento.  Le ricerche di Malpighi suscitarono l’ira della classe medica ippocratico-galenica. Nella medicina galenica i polmoni erano considerati formati da sangue coagulato e la loro funzione era quella di rifornire il cuore di pneuma .

Nella sua opera De motu cordis  del 1628, William Harvey aveva portato prove decisive contro il sistema galenico, che vedeva il sangue prodotto nel fegato e poi consumato dalle varie parti del corpo. Descrivendo la funzione  degli alveoli, Malpighi gettò le basi per una teoria della respirazione e fornì un dato fondamentale alla nascente medicina moderna.

Inoltre al sistema Harveiano della circolazione del sangue mancava  la dimostrazione che esso era  “chiuso”. Fu Malpighi, un anno dopo la scoperta che lo rese famoso, a chiarire questo problema. Osservando i polmoni di una rana  tramite l’utilizzo del microscopio, dimostrò l’esistenza della rete di capillari, mappando in maniera definitiva il ciclo della circolazione sanguigna

I malumori interni al corpo docente bolognese non si placarono e quindi nel 1662 Borelli convinse Malpighi a  trasferirsi all’università di Messina dove ebbe un posto remunerato cinque volte lo stipendio a Bologna.

In Sicilia Malpighi proseguì la sua opera tesa a documentare la struttura microscopica degli organi degli esseri viventi. Nel 1665 pubblicò  tre opuscoli: De lingua, De cerebro e De externo tactus organo, incentrate rispettivamente sul senso del gusto, sul funzionamento del cervello e sul senso del tatto.

L’anno successivo Malpighi pubblicò  il De viscerum structura, nel quale  mise in evidenza il complesso sistema di follicoli, tubuli e vasellini dei reni,  rafforzando in modo clamoroso la teoria iatromeccanica

Anche a Messina però Malpighi venne ostacolato dall’ambiente polemico  simile a quello bolognese, e nel 1666 ritornò a Bologna ottenendo l’insegnamento di Medicina Pratica e diventando un medico richiesto e quindi, benestante.

Dal 1669 collaborò con la Royal Society di Londra, che da quell’anno ne pubblicherà tutte le opere. Pur rimanendo fedele alla microscopia e alla iatromeccanica, estese ulteriormente il suo campo di ricerca: agli insetti all’embriologia e in seguito alle piante aprendo anche in questi campi nuove strade ancora inesplorate. Nel 1683 un incendio di dubbie origini distrusse la sua casa  insieme a tutti i suoi strumenti e manoscritti. Nel 1687 la Royal Society pubblicò l’Opera omnia di Malpighi, ma l’opposizione bolognese non si placò.

Nel 1688 Malpighi raccontò in una lettera di una violenta incursione da parte di Sbaraglia il vicino con cui avevano sempre avuto problemi, che semi distrusse la sua villa a Corticella, alle porte di Bologna. Anche due professori universitari a cavallo e camuffati, distruggono le apparecchiature e le opere di Malpighi, senza che siano presi provvedimenti contro di loro.

Innocenzo XII invece volle avere l’amico  Malpighi come archiatra a Roma. Nonostante Malpighi fosse riuscito a rifiutare un analogo invito pochi anni prima, questa volta non riuscì  a sottrarsi,  per cui dovette abbandonare a malincuore l’amata Bologna.

Il Papa lo nominò inoltre “Cameriere Segreto Partecipante”, che equivale a monsignore, e gli consentì di esercitare la professione. Malpighi però visse il trasferimento forzato con tristezza. Nel 1694,  un colpo di apoplessia  gli paralizzò la parte destra del corpo. Grazie alle cure della moglie e dei medici  recuperò  la mobilità, ma non la memoria che in lui era sempre stata portentosa.

A Malpighi è dedicato l’asteroide 11121 Malpighi. Gli è anche intitolata una strada a Roma, nel quartiere Nomentano. A Bologna gli è stata intitolata una delle piazze principali del centro storico. Nella nativa Crevalcore, una statua dedicata a Malpighi troneggia nella piazza principale.

Nell’Archiginnasio di Bologna, già sede dell’Università, un affresco ricorda Marcello Malpighi. In esso la Medicina  consegna all’Eternità una pergamena con il nome di Marcello Malpighi. Alla scena assiste Mercurio il messaggero degli dèi.

Nell’anatomia renale, il corpuscolo di Malpighi, glomerulo e capsula di Bowman, prende il nome da lui, ed anche la piramide del Malpighi, trae da lui il suo nome.

In entomologia prendono il suo nome i “tubi malpighiani” : la più importante parte del sistema escretore degli insetti. Durante la convalescenza di Malpighi, morì improvvisamente la moglie,  lo stato di salute di Malpighi peggiorò anche per questo fatto. Il 29 novembre 1694 un secondo colpo apoplettico uccise il grande studioso e medico.

 

 

 

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