Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Monserrato, via Carmen Melis

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Via Carmen Melis e’ una traversa di Via Decio Mure a Monserrato. Le notizie riguardo la vita privata di questa cantante lirica nata a Cagliari nel 1885 nella via che oggi e’ intitolata a Mazzini, che viveva per la musica, sono piuttosto scarne.
“Desidero andarmene in silenzio, alla sarda” aveva lasciato scritto.
La sua famiglia lascia presto la Sardegna per Milano, per il lavoro del padre, capitano d’artiglieria . La madre è la figlia del barone Hayan ed entrambi i genitori sono amanti della lirica, a Milano Carmen, così chiamata per il capolavoro di Bizet, studia canto.

Se i dati sulla sua vita sono scarni non così le testimonianze della sua eccezionale carriera. Il suo talento è così evidente che l’impresario Luigi Cesari rimane stregato da questa donna che canta con passione e la scrittura appena ventenne per l’Iris di Mascagni a Novara, che apre la stagione 1905-1906.

Sempre a Novara, Carmen interpreta la Tosca di Puccini. Seguirono subito altri ruoli, tra cui quello di Desdemona nell’Otello di Verdi e di Maria in Giovanni Gallurese di Montemezzi.

Nel 1907 fu la protagonista della prima romana della Thaïs di J. Massenet. Il grande successo di questa performance che la Melis preparò in 8 giorni avendo sostituito il soprano Charlotte Wyins, la rese famosa al pubblico italiano e la spinse a infinite repliche.

E’ presente con Madama Butterfly e Fedora . Nello stesso anno si reca in tournée in Russia e Polonia. Nel 1908 sarà ancora Thaïs alla Fenice di Venezia e al Massimo di Palermo. Dal 1909 fu scritturata da Oscar Hammerstein e successivamente, fino al 1913, dalla Boston Opera Company per numerose opere, tra cui Aida di Verdi, I Pagliacci di Leoncavallo e La fanciulla del West di Puccini.

Il 10 dicembre 1910 canta alla prima mondiale de La Fanciulla del West di Giacomo Puccini al Metropolitan di New York, opera che il grande maestro e amico sembra aver cucito addosso a Carmen. Il ruolo di Minnie, la padrona del saloon che si innamora di un fuorilegge e vive con spregiudicatezza le sfide della vita, interpretato ben 123 volte, è perfetto per lei.
I due artisti durante le vacanze estive in Italia avevano creato un magico sodalizio. Mentre Puccini sedeva al pianoforte la gamma vocale della cantante sarda echeggiava nell’aria.
1911
Nel giugno del 1911 è a Roma, dopo aver studiato la parte con lo stesso Puccini, come Minnie nella prima cittadina de Fanciulla del West, chiamata da Arturo Toscanini, per sostituire Eugenia Burzio.
1912-13

Dal 1912 al 1921 la sua carriera fu un susseguirsi di successi nell’interpretazione di ruoli ancora legati alla vocalità romantica e a ruoli tipici del verismo : Germania di Franchetti, Salomè e Il cavaliere della rosa di Strauss, Il trovatore di Verdi, I gioielli della Madonna e Il segreto di Susanna di Wolf-Ferrari, Zingari e Zazà di Leoncavallo, Manon di Massenet, Conchita di Zandonai, La Walkiria di Wagner, Andrea Chénier di Giordano, Suor Angelica di Puccini, La Wally di Catalani, Carmen di Bizet.
Nel 1912 si esibisce all’Opéra di Parigi ma epocale fu il suo debutto nel 1913, al Covent Garden di Londra , nei Pagliacci di Puccini, con il tenore Caruso.
Tra il 1914 e il 1915, oltre che in Italia cantò in Spagna . Mai non dimentica della Sardegna lo stesso anno fondò l’impresa Melis-Riccardi per portare La fanciulla del West a Cagliari e a Sassari.

Al Teatro alla Scala di Milano, partecipa nel 1917 alla prima assoluta dell’opera Il Macigno di Victor De Sabata, nel 1922 esordì a Buenos Aires nella Manon di Massenet e la Manon Lescaut di Puccini a Genova.. Un mese dopo interpretò la Marescialla ne Il cavaliere della rosa di Strauss con grande successo di critica Quando passa al braccio di Faninal fra i servi, vestita lussuosamente, e lancia su Ottavio uno sguardo di dolore, la critica ne esalta oltre le doti canore, la grazia, la bellezza e il suo senso dell’estetica. La Melis infatti si distinse oltre che per le doti vocali non comuni, per l’eleganza del portamento, la seducente presenza scenica e la bellezza, definita all’epoca “dannunziana”. E’ così bella che spesso distrae anche l’orchestra, che deve essere richiamata all’ ordine dal direttore di turno.

Nel 1924 interpreta la “prima” di La cena delle beffe di Umberto Giordano. Canterà inoltre in Walkiria (Sieglinde), Il cavaliere della Rosa, Salomé, e Francesca da Rimini di Zandonai. Nel 1925 la troviamo al Regio di Parma in La bohème (Mimì) , vi ritornerà nel 1933, ormai a fine carriera, quale Sieglinde in La Walkiria in lingua italiana .
Ancora nel 1925 sarà Tosca al Teatro Verdi di Trieste. Poi a Venzia in Francesca da Rimini e Faust.
Durante la commemorazione di Puccini sempre nel 1925 al Regio di Torino, impersona Manon Lescaut. Tra gli spettatori anche Re Umberto di Savoia che la invita a corte e le chiederà di esibirsi in romanze e brani di opere liriche. La regina Elena le fa dono di un album di foto della famiglia reale e di un antico vaso di Murano con lo stemma sabaudo.

Mentre continuano le sue tournees Oltre oceano. Si esibisce a Buenos Aires interpretando tra l’altro in Der Rosenkavalier (Marescialla) e Sieglinde in (Die Walküre). Canta all’Opera di Roma in Zazà di Leoncavallo, Adriana Lecouvreur, Louise Charpentier, Conchita di Zandonai Wally, ecc. Nel 1928 è di nuovo a Cagliari per l’opera inedita La Jura di Gavino Gabriel e Francesca di Rimini di Zandonai al Politeama Regina Margherita, e Madonna Oretta di Riccitelli.
1929

Nel 1929 ritornò al Covent Garden nel ruolo di Musetta ne la Bohème e poi in Tosca. Le sue tournees toccarono in Egitto, Russia, Canada, Perù e Cile.
Nel 1932 è Siglinda in La Walkiria per i 50 anni dalla morte di Wagner, un anno dopo è ancora la Fanciulla del West al Politeama genovese diretta da Alfredo Padovani. Quest’opera sarà il suo addio alle scene.
La sua voce, penetrante, piena di carattere ma senza asperità ne fece un soprano unico della lirica italiana. Ebbe numerosi attestati di stima da parte dei più importanti compositori dell’epoca, tra cui Puccini, Strauss, Giordano, Leoncavallo, Mascagni. Durante il soggiorno newyorkese conobbe Thomas Edison che si innamorò della sua voce e la fece incidere nei cilindri a cera del primo fonografo. Si conservano inoltre varie sue incisioni su dischi a 78 giri.

Ritiratasi definitivamente dalle scene nel 1933 insegnò canto ed ebbe come allieva Renata Tebaldi con la quale instaurò un’amicizia durata tutta la vita. Carmen Melis morì a 82 anni nel 1967 e disse di volersene andare ”In silenzio alle sarda” ma il suo ricordo di grande cantante lirica e di grande personaggio rimangono anche se ignorata dalle nuove generazioni.

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