Rubrica ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via San Lucifero

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Via S.Lucifero a  Cagliari corre perpendicolare a via Dante.

San Lucifero è stato vescovo di Cagliari ed è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica. Le poche notizie che ci sono state trasmesse su di lui provengono in gran parte dalla Storia di Sardegna del Manno.

Di Lucifero non si conosce la data di nascita, avvenuta quasi certamente a Cagliari alla fine del III secolo. Giuseppe Manno, nella sua Storia moderna della Sardegna del 1842 scrive che sia Eusebio di Vercelli che Lucifero, erano nati a Cagliari, alla fine del III secolo.

Nel 321 Ario diffuse la dottrina che Gesù avesse solo natura umana, in quanto creato da Dio Padre. Fu condannato per eresia dal Concilio di Nicea del 325.

L’imperatore Costanzo II e molti vescovi aderirono all’Arianesimo mentre Lucifero difese l’ortodossia cristiana contro l’eresia. Il vescovo di Alessandria, Atanasio restò fedele al dogma della duplice natura di Cristo e fu a sua volta accusato di eresia.

Nel 355, l’imperatore Costanzo riuscì a far sanzionare la condanna di Atanasio. La maggior parte dei vescovi  accettò la condanna ma Lucifero, insieme ad Eusebio e allo stesso papa Liberio, rifiutò di sottoscrivere la condanna di Atanasio.

Per tale ragione l’imperatore lo mandò in esilio prima in Siria poi in Palestina e infine in Egitto. Durante l’esilio Lucifero scrisse ripetutamente all’imperatore chiedendogli di tornare nell’ortodossia, ma senza alcun risultato.

Alla morte di Costanzo II nel 362, l’imperatore Giuliano promulgò un editto che consentiva  ai vescovi esiliati di rientrare nelle loro diocesi. Una volta rientrato a Cagliari, Lucifero  si oppose alle risoluzioni del concilio di Alessandria, appoggiate da Eusebio, di reintegrare i vescovi che avevano aderito all’arianesimo, benché ritenesse giusto concedere loro il perdono.

Le sue idee gli attirarono molti seguaci, provocando così lo scisma luciferiano.

Lucifero morì nel 370 a Cagliari.

Durante la ricerca dei corpi dei martiri cagliaritani, voluta dall’arcivescovo spagnolo Desquivel  nel XVII secolo , si cercò il corpo di Lucifero nell’area della basilica di S. Saturnino.

Qui nel 1623 venne riportata in luce una lastra di marmo con le seguenti parole: “Hic iacet BM Luciferus arc(hi)epis(copus) callaritanus primarius Sardin(ia)e et Corcic(a)e fl s r me eclesiae que vixit annis LXXXI”. Venne anche ritrovata una tomba contenente ossa umane e una lastra di pietra con inciso: “A. Llucifer Epp”.

Nella sua opera Storia della Sardegna, il Manno riporta che alcuni autori scrissero del ravvedimento e della santità di Lucifero, mentre altri la combatterono, e che anche ai suoi tempi la questione rimase aperta.

 

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