Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Valerio Pisano

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Via Valerio Pisano è un quadrilatero che racchiude varie scuole come il Buccari-Marconi e il Pertini, alla periferia di Cagliari-Pirri.

Valerio Pisano  nasce a Cagliari il 14 maggio 1910. Settimo di otto figli di Giuseppe e Francesca Fannì Carta.

Impulsivo e ribelle da subito pare che, a dieci anni venga sospeso da tutte le scuole del Regno d’Italia. Fu infatti accusato di aver orinato sul banco di scuola e quando il maestro lo colpì con un righello per punizione,Pisano gli lanciò contro il calamaio colmo d’inchiostro.

Inizia come apprendista presso il laboratorio del ceramista Federico Melis  e dopo in quello di Francesco Ciusa.  Nei primi anni trenta lavora autonomamente e apre il suo laboratorio di ceramica.

La sua prima mostra ebbe un notevole successo e Umberto di Savoia acquistò tutte le sue ceramiche. Negli stessi anni Pisano riprende privatamente gli studi e si diploma presso il Liceo Artistico di Roma. Le sue ceramiche intanto sono apprezzate dal pubblico e dalla critica che ne loda la maestria. Pisano però  dispone solo di mezzi rudimentali per le sue realizzazioni, non consoni alle sue abilità.

Nel 1939 insegna disegno alle scuole medie, ed è assistente alla cattedra di Ingegneria all’Università di Cagliari. Realizza le prime opere ad acquarello e ad olio, comincia le incisioni che lo consacrano uno degli artisti più apprezzati in tale disciplina.

Pisano non frequenta gli ambienti culturali e la sua arte non è contaminata da correnti alla moda, mantenendo  la sua produzione artistica coerente.

La sua tecnica incisoria figurativa era unica poiché utilizzava  un chiaroscuro talmente significativo da dare la percezione del colore. Pisano fu spesso citato tra i grandi incisori  che comprendevano Buffet, Matisse, Treccani, Sassu, Severini e Picasso. Parte della critica colloca Pisano nella corrente espressionista e un’altra parte lo dichiara surrealista.

La prevalenza dei toni scuri sui chiari che caratterizzano le sue creazioni (acquarelli prima, oli in seguito) narrano la sua formazione come incisore ma ci rivelano il carattere corposo dell’artista. Con il passare degli anni i colori cupi si illuminano diventando più leggeri e gioiosi quasi che come diceva lui stesso “…la vecchiaia mi ha ringiovanito”.

In seguito Pisano abbandona come ispirazione le tradizioni popolari sarde. I soggetti acquistano modernità ed eleganza. Pisano si accosta in seguito sempre più a soggetti religiosi e figure sacre. La chiesa lo critica per il trattamento troppo moderno applicato alla sacralità.

Le sue opere sono intessute dei drammi umani ma nei tocchi del suo pennello la tristezza lascia spazio alla speranza.

Valerio Pisano muore a Cagliari il 28 marzo 1996.

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