Sardegna, 336 attivita’ fotografiche e audiovideo in bilico per la concorrenza sleale

A Cagliari un convegno regionale per i professionisti di macchina fotografica e telecamera per intercettare i cambiamenti e conoscere le normative

di Antonio Tore
Sono 336 le imprese sarde che, nel primo trimestre 2017, si occupano di fotografia e riprese audio-video, anche attraverso innovativi strumenti come i droni. Di queste ultime, 287 (l’82,7%) sono realtà artigiane che per il 64,4% svolgono l’attività di riprese fotografiche e per il 35,8% opera in laboratori fotografici per lo sviluppo e la stampa. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (I trimestre 2016) nella regione si contano 9 imprese in meno.
Sono questi i numeri più significativi dello studio sul settore “attività fotografiche”, in Sardegna da titolo “Le imprese delle attività fotografiche”, realizzato dall’Osservatorio MPMI Confartigianato Sardegna su dati ISTAT al primo trimestre 2017.

La provincia sarda che conta il maggior numero di imprese artigiane che svolgono questa attività è Cagliari dove sono registrate 138 unità (il 49,6% delle imprese artigiane operanti nel settore in Sardegna e l’86,3% delle imprese totali), seguita da Sassari con 63 unità (il 22,7% delle imprese artigiane operanti nel settore in Sardegna e il 74,1% delle imprese totali).
Un comparto in perenne equilibrio che rischia di scomparire travolto dalla concorrenza sleale, dall’avanzata delle nuove tecnologie e da norme sempre più complicate e, a volte, inapplicabili.
“Riceviamo continue segnalazioni di personaggi che, ormai alla luce del sole, svolgono una spudorata concorrenza sleale nei confronti dei professionisti della macchina fotografica e della telecamera – afferma Maria Carmela Folchetti, fotografa e Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – questi “maestri dell’improvvisazione e del guadagno sottobanco”, sono i cosiddetti “abusivi” e rappresentano una preoccupante deroga alla legalità”.

Un fenomeno in crescita, complice la lunga e pesante crisi economica, che ormai riguarda la maggior parte delle categorie di attività artigianali. La fotografia è tra i settori più colpiti e il danno economico per i professionisti si sta facendo rilevante.
“Da anni, a livello nazionale, come Associazione Nazionale dei fotografi e dei telecineoperatori, che rappresenta e tutela la maggioranza dei professionisti del settore comunicazione – continua la Folchetti – in più occasioni abbiamo richiesto a gran voce una maggiore attenzione alla categoria, lottando contro abusivismo e contro alcune Istituzioni ed Enti che, ancora oggi, continuano ad affidare lavori di fotografia e servizi video a non professionisti”.

Per affrontare molti dei problemi di questa categoria, Confartigianato Sardegna ha organizzato un seminario regionale (libero e gratuito) dal titolo “Fotografia professionale: capire il cambiamento per sfruttarlo a proprio vantaggio” che si svolgerà mercoledì 24 maggio a Cagliari, presso l’Hotel Holiday Inn di via Ticca.
Con inizio alle ore 15.30, i professionisti della fotografia e delle videoriprese provenienti da tutta l’Isola, si ritroveranno per discutere di “problemi, soluzioni e opportunità in relazione all’uso della fotografia professionale sui canali social, relazione con la concorrenza sleale da parte di operatori non in regola, i nuovi aspetti tariffari, la proprietà delle immagini originali, il ruolo sociale del fotografo professionista, riqualificazione degli operatori professionali”.
L’incontro sarà coordinato dalla fotografa nonché Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti e vedrà gli interventi degli esperti Roberto Tomesani ed Enrico Pinna.

I dati confermano come il fenomeno del lavoro nero nel settore fotografico sia sempre più diffuso, a scapito di chi vuole operare nella legalità. Ci sono troppe forme di lavoro abusivo svolto da persone che a vario titolo operano in maniera non regolare e senza nessuna partita Iva.
“Il nostro appello – prosegue la Presidente – non vuole sottintendere un’azione punitiva, quanto invece essere un richiamo ad un maggiore rispetto delle regole. Perché il pagare le tasse dovrebbe far parte del senso civico di ognuno di noi. Non dimentichiamo che se tutti pagassimo le tasse, tutti ne pagheremmo di meno”.

L’Associazione Artigiana, a livello nazionale ha messo nel mirino i matrimoni religiosi e civili, cerimonie, le feste sportive, i saggi ed eventi in genere, ma anche i responsabili delle agenzie matrimoniali e della comunicazione di enti pubblici, i quali dovrebbero privilegiare, nell’assegnazione dei lavori, i professionisti titolari di partita Iva e regolarmente iscritti alla Camera di Commercio. Inoltre, Confartigianato sta portando avanti con altre associazioni di rappresentanza una battaglia con l’Agenzia delle Entrate, affinché venga fatta chiarezza tra occasionalità e professione, delineandone chiaramente i reciproci ambiti.

“Il proporsi attraverso un sito internet o un profilo social per condividere e discutere la propria creatività, ma con l’esplicita sollecitazione di lavori commissionati – conclude la Presidente – non ha nulla di occasionale, e nemmeno di amatoriale. Occorre promuovere e rilanciare l’immagine del fotografo professionista nei confronti dell’utenza, evidenziandone le caratteristiche di qualità, tecnica ed esperienza. Inoltre, è necessario intervenire riguardo alla sperequazione sul piano fiscale che penalizza i fotografi professionisti rispetto ai cosiddetti “fotografi occasionali”, ai quali è consentito erogare prestazioni a tariffe nettamente inferiori, alterando le dinamiche di mercato del settore”.

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