Si è concluso il progetto Nuragicamente 2

di Roberta Manca

Nel mese di ottobre si è concluso il Progetto Nuragicamente 2 , realizzato dalla Fondazione Nurnet con il finanziamento della Fondazione di Sardegna. Il bilancio di questa ennesima proposta è stato assai positivo come risulta dalla partecipazione del pubblico che ha seguito gli eventi programmati.

Il progetto ha preso lo spunto da una pubblicazione dello studioso Marcello Serra che nel secolo scorso scrisse una delle più significative opere letterarie sulla Sardegna dal titolo “Sardegna quasi un Continente” e riferendosi ai contenuti di questo libro si è cercato di contribuire a generare e consolidare nel popolo sardo una consapevolezza sulla importanza che la Sardegna e la sua storia hanno avuto nel corso dei secoli.

L’originalità del progetto è stata quella di scegliere delle forme di comunicazione diverse dalle tradizionali offerte culturali. Infatti sono stati realizzati degli eventi e interviste presso siti e località di rilevanza storico archeologica dando la possibilità al pubblico, più che vedere passivamente delle testimonianze archeologiche, vivere dei momenti di vita delle antiche civiltà della Sardegna attraverso la ricostruzione di suoni, luci e riti interpretati da figuranti in costume nuragico o partecipare alla realizzazione di un bronzetto con fusione del bronzo a cera persa, nel pieno rispetto delle tecniche fusorie dei nuragici.

Nonostante vi sia la pandemia, pur con tutte le precauzioni del caso, molte persona hanno voluto assistere alle attività che sono state proposte nel corso del 2021. Le tappe che sono state realizzate hanno permesso di conoscere una storia diversa attraverso delle performance, interviste, rievocazioni o la semplice ricostruzione di riti e momenti di vita dei nostri avi.

Durante il progetto sono stati realizzati i seguenti eventi:

  • Villaggio nuragico di Seruci a Gonnesa ” Fusione sotto le stelle” e sfilata di figuranti in costume nuragico, dove il presidente di Nurnet Andrea Loddo ha mostrato come gli antichi nuragici realizzavano i loro manufatti bronzei con la tecnica della fusione a cara persa e illustrato le vatie tipologie di abbigliamento che indossavano i nuragici. Fra i soggetti proposti vi sono stati, Capo tribù, vestali, sciamane, arcieri, lottatori e pastori. Nel corso delle manifestazione sono stati anche descritte le armi e gli strumenti da lavoro che in quei tempi venivano utilizzati.
  • Intervista a Pietro Paolo Pinna protagonista della Mostra immersina “Nuragica” che si è tenuta a Cagliari presso la Fiera Internazionale della Sardegna
  • Comune di Tiana, fusione di un bronzetto nuragico in piazza e sfilata di antichi costumi e esposizione di modelli di imbarcazioni nuragiche preso i locali della locale Pro Loco
  • Parco di Monte Claro a Cagliari, dove nel corso dell’Evento “Gìornate Nuragiche” è stato presentato il progetto “Nuragicamente 2” con una fusione a cera persa e sfilata di costumi nuragici che ha richiamato la partecipazione di un folto pubblico
  • Parco di Monte Arci e Museo dell’Ossidiana a Pau, dove l’Archeologa Maria Cristina Ciccone ha illustrato l’importanza che la storia neolotica riveste per la migliore comprensione della civiltà nuragica

Da quanto si è rilevato nei due anni di attivià del progetto è emersa la necessità di conoscere e diffondere la conoscenza di questo periodo storico della Sardegna, poco conosciuto e poco valorizzato, a cominciare dalla scuola che deve inserire nella didattica, dei programmi riferiti a queste civiltà e culture e che hanno generato l’identità del popolo della Sardegna e per finire alle Istituzioni che devono investire di più nella ricerca e comunicazione riferita a questo periodo della nostra civiltà. Infatti alla luce delle più recenti pubblicazioni appare evidente che la Sardegna sia stata penalizzata nella ricostruzione della nostra storia, non solo e non più legata a primitiva e isolata lettura agropastorale della nostra antica civiltà, ma posta al centro di rotte e di traffici mediterranei dove i nostri saperi e produzioni  venivano esportati verso altri Continenti. Con questo progetto si è cercato di dare una differente interpretazione di questi periodi allo scopo non solo di dare pari dignità alla nostra cultura ma anche di sviluppare nuove e differenti strategie per la valorizzazione dei nostri siti archeologici e della cultura che essi esprimevano. Non è un caso infatti che l’UNESCO abbia ritenuto ammissibile la candidatura della Civiltà nuragica quale patrimonio dell’umanità. Questo progetto ha contribuito anche a raggiungere questo importante risultato.

Per avere ulteriroi informazioni e approfondire l’argomento visitate il sito: http://www.civiltasarda.net/nuragicamente/

Commenta!

quindici − 13 =