Cagliari: tante polemiche per lo smantellamento dello spazio skate di via Rockefeller. Gli assessori dicono la loro

Uno spazio ricco di storia moderna di Cagliari.  Si capisce questo attaccamento dalla passione con cui skaters e non guardano con sgomento al suo smantellamento. In un momento poi in cui lo Skateboarding è stato promosso a disciplina olimpica e sarà presente alle Olimpiadi di Tokio nel 2020

di Annalisa Pirastu

Continuano le discussioni sullo smantellamento dello skate park di via Rockefeller. La piccola ruspa in azione in una gabbia di metallo a pochi passi dal pattinodromo strappa metri quadrati di cemento mentre un operaio piccona le parti più fragili della struttura.
La storia dell’impianto Skate di via Rockefeller è una storia fatta di chiusure ufficiali e riaperture non autorizzate operate dagli appassionati di questo sport. Nel corso degli anni il sito era stato colorato con graffiti ed era un punto di riferimento per i numerosi sportivi di tutte le età che sgomitavano accanto ai più composti pattinatori del pattinodromo.

Uno spazio ricco di storia moderna di Cagliari. Si capisce questo attaccamento dalla passione con cui skaters e non skaters guardano con sgomento al suo smantellamento. In un momento poi in cui lo Skateboarding è stato promosso a disciplina olimpica e sarà presente alle Olimpiadi di Tokio nel 2020.
Il parco Skate, costruito sotto la giunta Delogu nel 2004 cedendo alle richieste degli appassionati di sport di strada, è stato da subito considerato incompiuto ed inadeguato.
Tre mesi dopo l’inaugurazione ne veniva imposta la chiusura. Parapetti metallici fissati male, superfici delle rampe non consone allo scivolamento, mattonelle di copertura che si staccavano facilmente, insufficienti spazi di manovra nella struttura di circa 600 metri, realizzata con un cemento di bassa qualità coperto da resina che facilitava la formazione di buchi, con un sistema di scolo dell’acqua piovana scarso lo rendevano pericoloso.

A questi problemi si è aggiunto negli anni, uno stato di completo abbandono.
Nel 2008 i frequentatori del sito che non hanno mai smesso di utilizzarlo non avendo altro a disposizione si fecero sentire con la giunta Zedda che diede il via libera a un nuovo progetto e a una gara d’appalto che però si arenano e non portano alla riqualificazione. L’Impianto rimase ufficialmente chiuso. Difficile capire se un controllo per dichiarare se fosse a norma sia mai stato eseguito.
Nel 2011 il Comune tramite il dirigente dell’assessorato allo Sport conferma che “il pistino” non è mai stato dato in gestione e al suo interno non c’è alcun controllo.
Nel 2012, col sindaco Massimo Zedda, arriva la certezza che non esiste alcuna autorizzazione per la fruizione dello spazio. Viene confermata la chiusura.
Nel 2013 la Giunta comunale affronta il problema e include lo skate park in un elenco di riqualificazione per quindici impianti stanziando per lo skate park 150mila euro. Il progetto viene approvato a fine dicembre 2013.
Il bando di gara viene aggiudicato a febbraio 2014 e i lavori sarebbero dovuti partire a maggio 2014 e finire il 19 settembre dello stesso anno. Ma nulla accade.
La svolta però dopo anni di attesa potrebbe veramente essere dietro l’angolo.
Con la demolizione del pistino al suo posto nascerà una nuova pista.

L’assessore allo Sport Yuri Marcialis intervistato da Radio X, ha detto: “L’amministrazione prima del mio insediamento aveva già previsto e progettato un piccolo impianto nell’attesa di predisporne uno più ampio”.
La nuova struttura è prevista spostata rispetto a quella attuale. “Ho chiesto all’assessorato ai Lavori Pubblici, che ha in carico il progetto,- ha proseguito Marcialis – di rallentare e nel frattempo di prevedere il rifacimento nello stesso posto di quello vecchio”.
In Sardegna non c’è una Federazione che si occupi di skate, quindi per trovare la soluzione più idonea per uno sport come questo in continuo evoluzione, ci vuole più tempo e ci sono difficoltà a trovare un interlocutore.

L’assessore ai Lavori pubblici Luisa Anna Marras rassicura che il progetto va valutato con i ragazzi che praticano lo skate park per renderlo agibile e sicuro. Molti interlocutori si sono fatti avanti.
Venerdiano la portavoce dell’associazione Broken Bones dichiara di aver messo in contatto gli assessori e gli ingegneri con esperti costruttori di skate park ed impianti sportivi perchè possano realizzare al meglio l’opera. Cagliari è ricca di scorci vuoti e abbandonati che potrebbero essere rivalorizzati per la vita di queste attività. L’esigenza primaria è quella di avere una luogo ricco di elementi che includa spazi adatti a vari sport estremi.

L’assessore Marcialis ha anche avviato un’interlocuzione con il Coni. Interlocutore con il Comune è anche Gianluca Lai presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Wipeout Boardclub Cagliari oltre ai praticanti di Parkour.
Il nuovo spazio sarà grande 7 volte quello vecchio, con aree al coperto e all’aperto, adatte alle varie discipline.
Per ora però gli skaters, i bmx e gli amanti del parkour vanno in giro per le piazze e le strade alla ricerca di rampe improvvisate o ringhiere dove potersi esercitare, con una grande nostalgia per quello spazio che per tanti anni è stato loro.

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