Al via in Sardegna il corso per tutori volontari per minori stranieri non accompagnati

Spanu: sono figure necessarie ed essenziali nel percorso di assistenza, sostegno e integrazione in Sardegna

 di Antonio Tore

I tutori volontari di minori stranieri non accompagnati sono figure essenziali nel quadro dell’assistenza e del sostegno ai giovani migranti che vivono in Sardegna. E’ necessario infatti che i ragazzi siano costantemente seguiti da persone qualificate nel percorso di inclusione e integrazione”.

Lo ha detto l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu che ha aperto , a Quartu, all’Hotel Setar, il corso di formazione per i primi 50 aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati organizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con il supporto dello European Asylum Support Office (EASO).

“Questo è un buon inizio. 50 volontari – osserva Spanu – sono pronti a impegnarsi a favore degli adolescenti che, insieme alle donne, hanno bisogno di una tutela speciale nel sistema di accoglienza. La Regione sostiene direttamente progetti di inserimento dei minori non accompagnati nelle comunità che li ospitano e in particolare nel mondo dell’istruzione. Vogliamo avviare un confronto con l’Ufficio scolastico regionale per superare tutti gli ostacoli burocratici che spesso impediscono il loro ingresso nel contesto scolastico. Inoltre stiamo intensificando gli sforzi per garantire a tutti i minori stranieri non accompagnati, che hanno raggiunto la Sardegna al termine di viaggi drammatici, nel deserto libico e poi nel Mediterraneo, di vivere in strutture a loro esclusivamente destinate”.

Gli aspiranti tutori volontari, al termine del corso, che si conclude lunedi’ 13 novembre per un totale di 27 ore di aula, saranno in grado di svolgere il loro ruolo nel pieno rispetto dei diritti del minore di cui garantiranno la tutela, tenendo in considerazione la specifica vulnerabilità legata alla giovane età ed alle difficoltà del percorso migratorio.

Il bando è ancora aperto e altri corsi saranno organizzati in altri territori dell’isola. Chiunque fosse interessato, può visionare il link: http://www.garanteinfanzia.org/news/tutori-volontari-un-quadro-riepilogativo-della-selezione-e-formazione-nelle-diverse-regioni

Il tutore volontario, previsto dalla legge approvata quest’anno dal Parlamento, è un cittadino che decide di fare da rappresentante legale del minore e di indirizzarlo nel percorso di crescita, educazione e integrazione. La legge, prevede che sia nominato un tutore che lo accompagni verso la maggiore età e che condivida con lui tempo libero ed esperienze, aiutandolo a orientarsi sia negli adempimenti burocratici che nelle scelte di vita.

Al 31 settembre 2017 in Sardegna sono 830 i minori stranieri non accompagnati, segnalati al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che vivono prevalentemente tra Cagliari (317) e Sassari (207).

Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la maggior parte è costituita da maschi (96.4%) tra i 14 e i 17 anni (95%). I paesi più rappresentati sono Gambia (15,9%), Guinea (12,4%), Nigeria (10,4%), Bangladesh (9,6%) e Costa d’Avorio (9,3).
L’assessore Spanu è poi intervenuto al convegno dedicato al tema “Sport e integrazione” nell’ambito del Turisport in corso di svolgimento alla Fiera di Cagliari.

“Lo sport – ha dichiarato Spanu- è un potente strumento di inclusione dei migranti nel tessuto sociale. La Regione vuole rafforzare la collaborazione con il Coni e con la Figc per dare vita a nuove iniziative secondo il modello della manifestazione “Diamo un calcio all’intolleranza” ospitata nei mesi scorsi, con esiti molto positivi, nel centro federale “Sa Rodia” ad Oristano e nel centro sportivo del Cagliari calcio ad Assemini”.

 

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