Approvata la riforma della Rete Ospedaliera in Sardegna

Il Consiglio regionale ha approvato la riforma: sono stati 30 i voti favorevoli, 20 contrari e 3 astenuti.

di Antonio Tore

 

Lo schema di riforma è stato approvato, nonostante alcuni malumori anche all’interno della coalizione di maggioranza (Anna Maria Busia, di Campo Progressista ha votato contro il provvedimento, mentre Francesco Agus si è astenuto), entrambi critici con la riorganizzazione delle strutture in Sardegna.

Dure critiche sono pervenute anche da parte dell’opposizione, con un coro unanime di “riforma fallimentare”.

La riorganizzazione della rete ospedaliera, con l’intento di razionalizzare la spesa sanitaria (una delle più alte in Italia), prevede ora la concentrazione di reparti ad alta specializzazione nei poli con un maggiore numero di abitanti.

Sono stati, pertanto, scelti il Brotzu di Cagliari e l’Aou-SS Annunziata di Sassari come presìdi d’eccellenza a cui si è aggiunto, dopo le prese di posizione avvenute in Consiglio regionale, anche il San Francesco di Nuoro, vista la sua posizione di riferimento per tutto il centro Sardegna, che è stato dotato di qualche servizio specializzato in più.

Attorno ai tre poli indicati, gli altri ospedali che assumono la classificazione di primo livello avranno anche i reparti di terapia intensiva, rianimazione, radiologia intensiva e cardiologia.

Nel resto della Regione sono stati istituiti i nodi della rete, in sostanza ospedali che garantiscono le cure primarie, e sono in collegamento con i poli sanitari specializzati del territorio. Infine,  sono previsti gli ospedali di zona disagiata che hanno il compito di offrire servizi sanitari nei territori più periferici.

Sono nati, quindi, i presìdi di Sorgono, Bosa, La Maddalena (nel cui centro è stata introdotta anche la camera iperbarica e la pediatria), Muravera e Ghilarza che avranno un punto di pronto soccorso in grado di garantire una chirurgia programmata e il primo intervento.

Adesso il riordino passerà all’esame del Ministero, che dovrà stabilire se sia aderente al decreto 70 sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza negli ospedali

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