Cagliari: Anfiteatro romano,   spettacoli e combattimenti per 10 mila spettatori


L’anfiteatro ospitava combattimenti di  gladiatori, di  animali e  combattenti specializzati reclutati a volte fuori dalla Sardegna. Lungo i corridoi si trovavano le gabbie per gli animali feroci, qui venivano eseguite anche le pene capitali.

 di Annalisa Pirastu

L’anfiteatro di Cagliari venne scavato tra il I e il II secolo d.C, durante la dominazione romana.. I costruttori intagliarono nel corpo roccioso le gradinate, l’arena, e vari corridoi di connessione. Le gradinate come in molti anfiteatri romani risultavano divise in tre ordini a seconda delle differenti classi sociali (senatores, equites, plebei, servi).

L’anfiteatro ospitava combattimenti di  gladiatori, tra animali, e tra combattenti specializzati reclutati a volte fuori dalla Sardegna. Lungo i corridoi si trovavano le gabbie per gli animali feroci L’area aveva una capienza di 10.000 spettatori. Qui venivano eseguite anche le pene capitali.

Sempre durante la dominazione romana, con l’avvento del cristianesimo però, le lotte nelle arene divennero impopolari finché nel 438 d.C. furono definitivamente proibite. Il sito non venne più utilizzato se non come cava dalle dominazioni successive : bizantine pisane, aragonesi,  che ne estraevano materiali per fortificare le città-

Nel 19esimo secolo il Comune acquistò il sito e ne affidò la cura archeologica al canonico Giovanni Spano.  In tempi recenti l’anfiteatro fu ricoperto da gradinate e camminamenti in ferro e legno amovibili per ospitare eventi estivi. Visti i costi di rimozione stagionale furono lasciati in loco per circa dieci anni senza appropriata manutenzione che le rese impraticabili e pericolose. Nel 2011 il sito e stato dichiarato inagibile.

Nel 2011-2012 la Giunta Zedda ha stanziato circa 300 mila  euro smantellando il primo anello delle gradinate e riaprendo il monumento alle visite attraverso una passerella per restituire all’anfiteatro la sua dignità di monumento archeologico.

Le strutture di ferro e legno ancorate alla pietra viva con malte inadatte alla roccia, si paventava avessero provocato danni alla struttura. Inoltre la cattiva circolazione dell’aria sotto le tribune aveva portato alla formazione di muffe corrosive per la pietra.

A un’analisi più attenta i danni si sono dimostrati non gravi. E’ nata da ciò una polemica capeggiata dal centrodestra che aveva installato le tribune, che ha accusato l’attuale amministrazione di aver chiuso uno spazio eventi che tutte le città d’Italia ci invidiano. Privando con motivazioni pretestuose, i sardi e i turisti di uno spazio per l’arte unico. Nel 2013, la Giunta Comunale ha stanziato ulteriori fondi, circa 1.500.000 euro, per completare lo smantellamento del secondo e del terzo anello.

Il bando per l’aggiudicazione dei lavori è stato deliberato alla fine del 2014. Prevede uno spazio per eventi nell’area dove prima c’erano i camerini. Dei grandi concerti del passato da quattro mila spettatori, resterà solo il ricordo.  La capienza della muova area eventi non supererà i 1500 posti.   Passare oggi in viale Sant’Ignazio significa riammirare il monumento come era 15 anni fa, cioè prima cioè che la “legnaia” cioè le tribune in legno, fossero posizionate.

I lavori proseguono e il Comune e l’Università di Cagliari cercano un accordo per demolire il muro che separa l’Anfiteatro e l’Orto Botanico per realizzare un unico parco urbano. Si spera che il ripristino e le migliorie siano ultimati in tempi brevi.

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