Cagliari: commemorazione di Luigi Crespellani il sindaco della ricostruzione

Nella  sala Zuccari di palazzo Giustiniani del Senato a Roma, l’anno scorso si era  commemorato il senatore  Luigi Crespellani ai 50 anni dalla morte.  Avvocato cagliaritano, primo sindaco post fascismo eletto a Cagliari nel 1946, primo Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, in carica dal 1949 e senatore dal 1958 fino alla sua morte. Martedì prossimo 20 marzo il primo sindaco post bellico del capoluogo sardo sarà commemorato in Consiglio Comunale

di Sergio Atzeni

Luigi Crespellani nasce a Cagliari nel 1897, fin dalla giovinezza sente la passione per l’arte e la poesia in particolare e forse per questo intraprende gli studi classici.
Si laurea in giurisprudenza e inizia la carriera di civilista ma anche quella di insegnante di lettere che svolge nel rinomato Liceo Dettori di Cagliari pur non abbandonando la passione per la poesia.

Nei primi anni del dopoguerra un Crespellani non ancora cinquantenne si adopera per far risollevare la sua città natale dalle distruzioni della guerra.
Aderisce al nascente partito della Democrazia Cristiana di ispirazione cattolica e scrive con assiduità nel “Corriere di Sardegna” giornale ufficiale del partito nell’isola.

La sua figura di uomo saggio e con principi morali rigidi lo fa benvolere dai suoi concittadini che nel 1946 lo vogliono loro sindaco con oltre 5 mila e cinquecento preferenze nelle prime elezioni amministrative del dopoguerra.
In quegli anni difficili la grande statura morale di Crespellani viene fuori e resiste a ogni compromesso, supera qualunque ostacolo al fine di raggiungere il suo obbiettivo: dare una casa ai senzatetto e almeno una prospettiva di lavoro ai cagliaritani.
Nel 1949 lascia la carica di sindaco perché diventa il primo presidente della neonata Regione Autonoma e trasferisce tutta la sua voglia di fare e il suo perbenismo in ambito regionale: i risultati che ottiene non tardano ad arrivare e a dare ragione alla sua politica economica.

La Sardegna in quei tempi è una regione in ginocchio per la mancanza di lavoro e per la crisi che segue la riconversione dell’economia bellica.
Luigi Crespellani facendo leva sulla libertà e sulla democrazia vuole evitare che tanti sardi lascino la propria terra e si sforza per creare le condizioni che diano un impulso alla tanto attesa ripresa.
Quando conclude il suo mandato di presidente della regione nel 1954 diventa presidente del Credito Industriale Sardo, l’istituto incaricato di sovvenzionare le iniziative industriali e dare un impulso alla crescita economica isolana.
Occupa quel posto con tanta dignità e non si concede distrazioni pur dovendo combattere contro interessi rilevanti e contrastanti e persone che spesso lo ostacolano in tutti i modi. Ma lui tira avanti per raggiungere i suoi scopi con la massima onestà e serietà.
Questo suo modo di fare non sfugge ai sardi e nel 1958 è eletto senatore, carica che tiene fino al 1967 durante la quale fa parte della commissione nominata dal Governo per predisporre il piano di rinascita sardo.
In tutti questi anni non ha mai abbandonato la sua passione per la poesia, aiutato forse in questo dalla moglie Teresa Mundula, poetessa dialettale nella variante campidanese, conosciuta per i suoi componimenti che si ispirano agli avvenimenti e ai personaggi caratteristici cagliaritani.

Luigi Crespellani scrive un numero consistente di poesie, ma è appassionato anche di musica tanto che ricopre la carica di presidente dell’istituzione dei concerti e del conservatorio di musica “Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.
Muore a Sassari nel 1967 quando ha appena compiuto 70 anni.

 

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