Il nuovo Cagliari di Lopez fa dimenticare quello di Rastelli

La squadra sembra più serena e consapevole dei propri mezzi. A Udine una prova di compattezza, determinazione e volontà di vittoria.

di Antonio Tore

 

Durante l’allenamento di mercoledi scorso, con il Sardegna Arena aperto ai tifosi, Diego Lopez era sistemato dentro il cerchio del centro campo e non in panchina, e nelle varie dinamiche del gioco “pilotava” i giocatori ad assumere le posizioni utili allo sviluppo dell’azione.

L’immagine di 12° uomo in campo è quella che Lopez sta cercando di trasmettere alla squadra nel suo complesso, ma anche ai singoli giocatori.

Nella partita contro l’Udinese traspariva la serenità e determinazione dei rossoblù, al contrario dell’affanno e delle frenesia degli avversari. Le occasioni da gol dei friulani sono state sporadiche e casuali, mentre quelle del Cagliari sono nate da trame costruite e con la ricerca del gioco e del fraseggio, spesso con verticalizzazioni.

Se un merito può essere dato a Lopez, principalmente è quello di aver riportato serenità in una squadra e in un ambiente che l’aveva persa durante la gestione Rastelli.

Si vedono miglioramenti anche nei singoli e una disposizione in campo razionale.

La scelta del modulo non è ancora definitiva, ma la difesa a tre sembra, al momento, la preferita dall’allenatore in quanto garantisce maggiore copertura. Questo presuppone, naturalmente,  un lavoro di copertura degli esterni di centrocampo.

Attualmente sembra funzionare meglio la catena di destra, dove si sta affermando l’asse Romagna, Faragò, Barella con quest’ultimo, tuttavia che svaria su diverse zone del campo sia in fase di recupero palloni che in fase di costruzione del gioco.

Sulla fascia sinistra permangono ancora difficoltà a riprodurre lo stesso schema. Si spera che con i recuperi di Miangue e Van der Wiel e i loro inserimenti nei meccanismi della squadra possano fornire al gioco alternative al gioco che si sviluppa, al momento, solo sulla parte destra. L’adattamento sempre intelligente di Padoin, comunque, lascia il tempo necessario alla maturazione dei due giocatori e li libera dalle pressioni sulle aspettative nei loro confronti che, spesso, portano anche ad errori non consoni alla serie A.

L’attuale disposizione permette a Cigarini di poter agire a centrocampo con minori necessità di coprire una pozione di campo troppo vasta, aiutato dal lavoro spesso oscuro, ma fisicamente prestante di Ionita e dalle sgroppate di Barella.

Resta il problema delle punte che, in proporzione al volume di gioco espresso, non realizzano in modo adeguato. Ma anche in questo caso Lopez sta cercando la soluzione migliore che, al momento, sembra fornita da Joao Pedro in affiancamento a Pavoletti in attacco. D’altra parte, contro l’Udinese il Cagliari ha creato nove occasioni da rete, anche se il risultato finale è stato di un solo gol segnato.

Adesso, senza farsi prendere da troppa euforia, i tifosi si aspettano, se non altro, una bella prestazione contro la corazzata Inter, un test che servirà a Lopez per capire ancora di più quali margini di miglioramento possa avere la squadra.

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