Cagliari: Sit-in dei lavoratori dei servizi in esternalizzazione   della  Camera di Commercio

Sono i  18 dipendenti con contratto a tempo indeterminato con la Società in house del sistema camerale IC Outsourcing S.C.R.L. i cui soci consorziati sono le stesse camere di commercio d’Italia. Ora  la rescissione anticipata a far data dal 30.06.2017 e conseguentemente il loro licenziamento

 di Antonio Tore

 I dipendenti in agitazione  della IC Outsourcing S.C.R.L. che il 30 giugno perderanno il lavoro ci  hanno inviato un loro comunicato che pubblichiamo volentieri:

 

“Ieri 18 Maggio abbiamo effettuato un sit-in per chiedere garanzie sulla continuità lavorativa e che la riorganizzazione delle Camere di Commercio non ricada su lavoratori e imprese. Siamo 18 dipendenti con contratto a tempo indeterminato con la Società in house del sistema camerale IC Outsourcing S.C.R.L. i cui soci consorziati sono le stesse camere di commercio d’Italia.

La ‘convenzione’ per l’affidamento dei servizi in ‘esternalizzazione’ tra la Camera di Commercio di Cagliari e ICO, stipulata nel 2010, avrebbe dovuto avere come scadenza naturale il 2019. A marzo 2016 ci hanno ridotto l’orario lavorativo passando così da 36 a 24 ore settimanali (creando un notevole arretrato nell’erogazione dei servizi essenziali) e contestualmente hanno modificato la ‘scadenza naturale’, per l’affidamento dei servizi in esternalizzazione, passando da marzo 2019 a marzo 2018.

La CCIAA di Cagliari a seguito del dimezzamento del diritto annuale e di un deficit economico strutturale particolarmente cospicuo ha optato per la rescissione anticipata a far data dal 30.06.2017 e conseguentemente il licenziamento collettivo di 18 persone.

Nel luglio 2016 hanno provveduto all’accorpamento delle 2 aziende speciali (ex CENTRO FIERA e CENTRO SERVIZI) in un’unica azienda speciale il cui debito grava pesantemente sulle casse della CCIAA di Cagliari. Il Centro Estero delle Camere di Commercio della Sardegna (partecipata dalle Camere di Commercio di Cagliari e Sassari) è stato posto in scioglimento due mesi prima che il commissario straordinario lasciasse l’incarico. Provvedimento urgente ingiustificato dallo stato finanziario del Centro Estero il quale ha chiuso con un avanzo di amministrazione di oltre 850.000 euro.

L’Ente che operava quale strumento associativo strumentale delle Camere di Commercio sarde ha collaborato per oltre 25 anni con Ministeri, ICE, ENIT, Camere di Commercio italiane all’estero, Assessorati regionali e la Presidenza della RAS, le associazioni di categoria e Province, permettendo alle Camere di Commercio visibilità e congrui risparmi sui costi globali delle attività promozionali. Così l’unico dipendente, con 25 anni di onorato e apprezzato servizio presso il Centro Estero per conto delle Camere di Commercio di Cagliari e Sassari, risulta tra i primi a ricevere il ben servito! I secondi siamo noi!

Stiamo parlando di 18 persone che lavorano mediamente da 15/20 anni, con varie tipologie contrattuali, che hanno sempre svolto ‘in esclusiva’ servizi essenziali pubblici obbligatori per legge. Le competenze, le esperienze, le professionalità che non possono essere trasmesse in un breve e immediato arco di tempo rischiano di andare completamente perdute. Si tratta del licenziamento di 18 persone rispetto ad un organico complessivo dell’ufficio di 28 unità che andrà a causare un ulteriore aggravio della mole di lavoro materialmente impossibile da sostenere da parte dei dipendenti camerali già gravemente sotto organico e, conseguentemente, la totale paralisi di quei servizi essenziali che la Camera di Commercio è tenuta ad erogare alle imprese.

Quotidianamente ci relazioniamo con imprenditori disperati che, non ottenendo in tempi accettabili l’evasione delle loro istanze, si vedono perdere finanziamenti, sono impossibilitati ad aprire conti in banca, non possono partecipare a gare d’appalto, non possono effettuare lavori perché non ottengono il DURC, non possono rilasciare certificati di conformità per gli impianti eseguiti, non possono percepire la pensione o la disoccupazione, si vedono recapitare ingiunzioni di pagamenti NON dovuti. Nelle riunioni periodiche tra UnionCamere Nazionale e le Organizzazioni Confederali Nazionali viene detto che ‘nessuno dovrà andare a casa’.

Non sappiamo perché Cagliari ha deciso di non attendere l’esito delle analisi che sta effettuando UnionCamere e verificare i nuovi assetti istituzionali e amministrativi dopo l’accorpamento (con Oristano?). Il deficit strutturale, non accidentale o passeggero, della C.C.I.A.A. di Cagliari non giustifica il licenziamento di 18/19 lavoratori con il conseguente smantellamento e paralisi dei servizi essenziali, esponendosi di fatto alla responsabilità per interruzione di pubblico servizio. I tagli, se indispensabili, si fanno sulle cose superflue non certamente su quelle obbligatorie e inderogabili!”

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  1. Nenno 21 Maggio 2017

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