Confartigianato: valutazione dell’operato di Giunta e Consiglio regionale a metà mandato

Secondo l’associazione degli artigiani, L’operato del governo della regione e del Consiglio non coincide con le esigenze delle imprese, ma non tutto può definirsi negativo

di Antonio Tore

La Confartigianato ha presentato a Cagliari il rating di metà mandato della Regione, elaborato da Open Polis, analizzando 2.155 atti e documenti prodotti da Assessori e Consiglieri in 29 mesi di Governo.
Il documento, presentato dalla Presidente della Associazione di categoria Maria Carmela Folchetti, propone una visione della situazione politico-economica regionale attraverso l’esperienza del sistema produttivo dell’isola. Evidenzia come solamente 302, pari al 14%, degli atti prodotti dal sistema politico ha riguardato le esigenze di sviluppo delle micro e piccole imprese sarde del comparto artigiano hanno contribuito alla crescita del sistema produttivo della regione.
La Presidente ha evidenziato come le circa 36 mila aziende artigiane costituiscono il 23% della forza produttiva in Sardegna e che, negli ultimi 12 mesi, hanno contribuito col 16% di PIL regionale, pari a 3,5 miliardi di valore aggiunto.

I 2.155 atti, che comprendono proposte di legge, delibere, interrogazioni, relazioni, mozioni, ordini del giorno e interpellanze sono stati analizzati e valutati in base a 7 priorità individuate dalle imprese e che riguardavano la burocrazia, il fisco e costo del lavoro, credito e pagamenti, sviluppo territoriale e programmazione, istruzione e formazione, infrastrutture e trasporti, riforma dell’artigianato.

Il segretario regionale di Confartigianato Sardegna, Stefano Mameli, ha poi illustrato i dettagli del Rating elaborato, sottolineando come spesso ci sia scollamento tra atti di programmazione condivisibili e una loro attuazione spesso assente per lunghi periodi. “E’ il caso – ha detto Mameli – ad esempio, delle delibere di giunta riguardanti gli incentivi alle imprese che avevano ricevuto un parere positivo per quanto concerne le procedure a sportello veloce (cosiddetto T0) che prevedevano finanziamenti anche di importi non rilevanti”.

“Purtroppo – ha proseguito Mameli – molte imprese non conoscono ancora gli esiti delle istruttorie a distanza anche di 4 mesi”.
La Presidente ha poi posto l’accento su come i pochi atti favorevoli alle imprese dell’artigianato, sono sovrastati da atti “neutri e ininfluenti”, che, quindi, non incidono sulla svolta richiesta.
Ci sono anche aspetti positivi, comunque.

“Tra le cose da segnalare – ha sottolineato la Folchetti – è soddisfacente l’attività che si sta realizzando sugli appalti pubblici, sulle infrastrutture e sulla programmazione territoriale. Sono stati anche raggiunti degli obiettivi condivisi che hanno riguardato le Strategie per l’internazionalizzazione del Sistema Produttivo Regionale (con risorse subito esaurite)”, le Disposizioni in materia di tutela della panificazione e delle tipologie da forno tipiche della Sardegna e la Definizione degli ambiti prioritari di intervento ed attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema normativo e amministrativo regionale.

La posizione “politica” della Confartigianato si pone, in sostanza, in una posizione di stimolo continuo nei confronti della Giunta regionale e dei Consiglieri.
“La politica – ha concluso la Folchetti – è avvitata su se stessa ed è lontana dai problemi della gente comune e delle imprese. Basta evidenziare, ad esempio, la denominazione dell’Assessorato al Turismo e Artigianato, la cui preoccupazione maggiore sembra essere dare la priorità al settore turistico, anziché sviluppare strategie comuni, condivise con le associazioni di categoria.”

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