Confcommercio stima in 120 euro pro capite la spesa di Natale in Sardegna

Secondo l’organizzazione ci sono segnali positivi di ripresa, ma manca “spinta in avanti”. La stima pro capite è di 120 euro, con una crescita degli alimentari e acquisti on line.

di Antonio Tore 

Malgrado la crisi economica ed il clima di sfiducia già perdurante, si intravvede solo qualche piccolo segnale di ripresa per gli acquisti natalizi anche in Sardegna. E’ quanto emerge dall’indagine sul Natale 2016 realizzata da Confcommercio Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research, con dati rielaborati da Confcommercio Sardegna, che prevede “un Natale ancora dimesso, ma con qualche segnale positivo: manca ancora la spinta in avanti”.

La spesa media è di 166 euro pro capite a livello nazionale (contro o 164 dello scorso anno), mentre in Sardegna si attesta su valori più bassi, circa 120 euro a testa. Il 94,3% dei consumatori stanzierà un budget non superiore ai 300 euro per i regali di Natale. Nel dettaglio sono lievemente aumentati nel 2017 coloro che dichiarano di essere intenzionati a spendere tra i 100 e i 300 euro, il 62,4% (contro il 63% del 2016), mentre il 31.9% spenderà meno di 100 euro. La percentuale dei consumatori che intendono spendere oltre i 300 euro per i regali del Natale 2017, è invece pari al 6,7%: 0,5% oltre i mille euro, 1,8% tra i 500 e i 1.000 euro e 4,4% tra i 300 e i 500 euro.

Rispetto al 2009 siamo però al –25,2% di spesa. Si punta essenzialmente su alimentari (73,2%), giocattoli (49,1%), abbigliamento (48,2%) e prodotti per la cura della persona (37,4%), mentre risultano in calo viaggi, telefonini ed elettronica. In forte crescita gli acquisti online effettuati dal 50,1% dei consumatori (47,8% a livello nazionale) rispetto al 46% dello scorso anno.

Riguardo alle abitudini per il giorno di Natale si assiste anche ad un un leggerissimo incremento della spesa media per il pranzo di Natale: si pagheranno in media 52,3 euro a testa rispetto ai 51 euro del Natale 2016, ma la maggior parte, l’89,3%, degli intervistati trascorrerà il pranzo di Natale in casa con amici e parenti come da tradizione. Solo i’8,3% si recherà in un ristorante, mentre l’2,4% trascorrerà il pranzo di Natale in un ristorante all’estero.

“Questi timidi segnali positivi ci dicono che la ripresa economica nell’Isola stenta a farsi sentire è che i consumatori sentono ancora molte incertezze per il proprio futuro – dice Alberto Bertolotti, presidente Confcommercio Sardegna -. Ora è tempo di bilanci: ci sono quelli formali che vengono messi a punto in queste ore a Roma e a Cagliari, dove la Finanziaria regionale non sarà in grado di dare quelle risposte che i cittadini e le imprese si attendono, stretta tra spesa sanitaria, risorse per far marciare gli uffici e piccoli interventi spot che anticipano una lunga campagna elettorale.Confcommercio – prosegue Bertolotti – continua a sollecitare  riforme strutturali, che stentano ad arrivare, investimenti pubblici che possano ridare slancio alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, le uniche attività, non abbiamo paura a ripeterci, a creare lavoro e in grado di generare ricchezza non delocalizzabile”.

 

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