Convegno Inps a Cagliari: molte criticità economiche nella realtà della Sardegna

Secondo l’assessora Mura ci sono segnali di lieve ripresa dell’occupazione nel 2017. Pesano sulla ripresa occupazionale i contratti a termine, i fenomeni di precariato e lavoro nero e il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Difficoltà nel passaggio delle gestioni pubbliche all’Inps

di Antonio Tore

Il rapporto annuale 2016 Inps in Sardegna, illustrato dal Presidente del Comitato Regionale Pier Luigi Vargiu e dalla Direttrice Regionale Cristina Deidda, ha posto in evidenza diverse criticità dovute in gran parte al deterioramento del quadro economico e occupazionale che l’Italia sta attraversando dall’ormai lontano 2008.

I sempre crescenti adempimenti, anche in termini numerici di richieste della popolazione, che sono stati attribuiti all’Istituto in questo lungo periodo, hanno dovuto fare i conti con la diminuzione costante del numero del personale, parzialmente frenata dalla applicazione delle legge Fornero sul raggiungimento dell’età pensionabile, nonché dalla necessità di risparmi nella gestione delle sedi periferiche, diverse delle quali sono state chiuse.

L’assorbimento dell’Inpdap, inoltre, non ha prodotto i risultati sperati, anche perché, mentre per i lavoratori privati è possibile, grazie al collaudato sistema di versamento dei contributi dovuti all’Inps, conoscere quanti lavoratori sono occupati e a quanto ammonta il monte retributivo e contributivo, lo stesso non si può dire per i lavoratori dello Stato per i quali, al momento, la configurazione del sistema non consente di individuare il quantum che affluisce alla singola regione, poiché vengono gestiti ancora a livello centrale.

In un quadro cosi complesso deve essere rimarcato, comunque, che le aziende attive con dipendenti in Sardegna registrano un aumento medio del 2,99% con Cagliari fanalino di coda (incremento, tra il 2015 e il 2016, dato solamente da 92 nuove aziende, pari ad un incremento dell’0,50%), mentre Nuoro è la provincia in cui si è verificato il maggior incremento con 320 nuove aziende e un aumento del 7,34%.

Tra i lavoratori autonomi, invece, le cose non vanno assolutamente bene nel confronto tra 2015 e 2016: mentre i commercianti e collaboratori sono diminuiti solamente dello 0,12%, si è verificato un maggiore calo degli artigiani che hanno registrato un decremento del 2,42%.

E, nonostante l’invecchiamento della popolazione, la presenza delle “badanti” nelle famiglie fa registrare un calo nel settore dei rapporti di lavoro domestico, con uno 0,70% in meno di lavoratori, come pure risulta una diminuzione dei cosiddetti “collaboratori” di cui alla legge 335/1995 e successive varizioni.

Il quadro sostanzialmente negativo, relativo al confronto tra 2015 e 2016, è confermato anche dai dati rilevati dall’attività ispettiva svolta dall’Inps. Nel solo anno 2016 sono stati sanzionati, perché irregolari, il 76,2% dei soggetti ispezionati.

Sono state scovate 222 aziende in nero o soggetti non iscritti alle gestioni obbligatorie e sono stati trovati intenti al lavoro 611 lavoratori privi della regolare copertura contributiva, per un importo complessivo di euro 20.736.000 nell’intera regione.

L’Inps, sconta, quindi, la situazione di crisi nell’occupazione (soprattutto giovanile), ma, anche gli effetti delle legge Fornero hanno prodotto una diminuzione delle domande di prestazioni pensionistiche del 6,38% nel solo anno 2016.

Al termine della esposizione di un quadro tutt’altro che roseo, l’assessore regionale al Lavoro Mura ha dichiarato: “Prendiamo atto di quanto contenuto nel rapporto INPS 2016 e rileviamo che gli ultimi dati sull’occupazione 2017 in Sardegna, forniti dall’Osservatorio sul precariato, fanno registrare una tendenza positiva in quasi tutti i settori. Sono il segnale che una timida ripresa c’è e che va sostenuta intensificando le iniziative già in atto, in particolare quelle legate alle politiche attive per il lavoro messe in campo dalla Giunta regionale negli ultimi tre anni”.

Dopo aver ricordato l’importanza del ruolo dell’INPS in Sardegna e la fattiva collaborazione tra le strutture regionali dell’Istituto e la Regione, l’assessora Mura si è soffermata sui dati che riguardano l’andamento del mercato del lavoro e pensionistico nell’isola.

“Il quadro macroeconomico ci consente di guardare al futuro con moderata fiducia. I dati amministrativi che arrivano dall’Osservatorio sul precariato indicano un calo sensibile della disoccupazione femminile e un aumento importante dei contratti di apprendistato, grazie anche alle numerose azioni portate avanti dal nostro assessorato. Il vero problema, nonostante la situazione sia migliorata rispetto agli anni scorsi, resta il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, una spesa che grava enormemente sul nostro welfare. Come Regione e come assessorato ci siamo fatti carico, per la parte che ci compete, delle diverse categorie di disoccupati a cui abbiamo cercato di dare risposte mirate. Siamo intervenuti, e lo stiamo ancora facendo, con un ampio programma di politiche attive del lavoro e da oltre un anno ci siamo dotati della riforma del Sistema lavoro che ha riportato le funzioni in capo alla Regione, rendendole operative attraverso l’ASPAL e i Centri per l’impiego. Abbiamo investito sulla formazione del personale e oggi siamo in grado di dare risposte omogenee alle richieste che arrivano da tutto il territorio regionale”.

L’assessora Mura ha quindi posto l’accento sull’esigenza che l’INPS mantenga i presidi nei diversi territori, scongiurando l’ipotesi di chiusura delle agenzie, soprattutto nei paesi delle zone interne.

“Dobbiamo fare tutti uno sforzo comune perché una ‘costola’ dello Stato, quale l’INPS, continui a garantire i propri servizi in Sardegna. Non abbandonare i territori: questa è la strategia che la Giunta sta perseguendo per combattere lo spopolamento delle zone interne. Lo stiamo facendo con interventi concreti e mirati nei diversi territori dell’isola. Gli stessi territori che, a maggior ragione, hanno bisogno di una presenza dello Stato e di essere presidiati dall’ente della previdenza sociale”.

 

 

 

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