Crescono  di poco le imprese in Sardegna, sempre negativo l’artigianato

Dati Infocamere: riprende a crescere il numero di imprese nel 2016: l‟aumento è pari allo 0,3%, 69.582 le imprese registrate nel 2016. Il commercio continua a detenere il maggior numero di attività registrate (oltre 19 mila, il 30,3% del totale), seguito dall’agricoltura (18,1%) e dall’edilizia (13,6%) grazie alle attività giovanili, straniere e delle srl semplificate. In negativo il comparto artigiano che continua a perdere imprese (-1,4).

redazione

Riprende a crescere il numero di imprese nel 2016: l‟aumento è pari allo 0,3%. Questo e tanto altro si deduce  dall’analisi del Cruscotto degli Indicatori Statistici 2016 fatta questa mattina, presso la Sala Riunioni della Camera di Commercio di Cagliari, nell’ambito dell’incontro che ha coinvolto numerosi operatori del commercio, dell’industria, dell’artigianato e dell’agricoltura, stampa, Enti e Autorità. Anche per l’ annualità appena trascorsa, i servizi dell‟Area Anagrafe Economica della Camera di Commercio di Cagliari hanno raccolto e catalogato un voluminoso corpus di dati ricavati dalle pratiche di iscrizione, cancellazione e da altri indicatori.

Le informazioni sono state trasmesse per via digitale alla banca dati di Infocamere, la società delle camere di commercio italiane preposta, fra le altre cose, a elaborare e analizzare i dati su base nazionale, regionale e locale. La direzione generale della Camera di Commercio di Cagliari ha poi promosso e coordinato un‟ulteriore elaborazione delle informazioni da parte dell‟Ufficio Studi e Statistica dell‟Ente camerale locale, in sinergia con le altre camere di commercio italiane.

Il risultato di queste attività è il Cruscotto degli Indicatori Statistici 2016 , uno degli strumenti più importanti a disposizione di organi politici, manager e imprenditori per l‟individuazione di efficaci strategie e piani d‟azione che siano di supporto all’economia locale.

“Sono attualmente 69.582 le imprese registrate nel 2016. Il commercio continua a detenere il maggior numero di attività registrate (oltre 19mila unità, il 30,3% del totale), seguito dall’agricoltura (18,1%) e dall’edilizia (13,6%)”, ha dichiarato Maurizio De Pascale, presidente della Camera di Commercio di Cagliari. “E‟ interessante notare che le società di capitali guidate da donne rappresentano il 19% del totale, mentre quelle in mano agli under 35 sono il 6,5% e quelle a conduzione straniera il 2,5%”, ha proseguito De Pascale, che, commentando il dato generale, ha sottolineato: “La lieve crescita rispetto all’anno precedente non deve trarre in inganno poiché la lenta ripresa dell’economia del Sud Sardegna sconta anche l‟alto tasso di disoccupazione che spinge alcuni a creare un‟azienda propria. L’auspicio è che la mole di dati presente nel nostro studio diventi patrimonio comune e concorra a realizzare importanti sinergie fra il Comune di Cagliari, La Regione Autonoma Sardegna e gli operatori dei vari comparti da noi rappresentati”.

Il compito di entrare nel dettaglio delle rilevazioni e delle elaborazioni effettuate dall’Ufficio Studi e Statistica dell’Ente camerale è spettato a Luca Camurri, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari, che ha coordinato le diverse e complesse attività di cui oggi si possono cogliere i frutti. Dopo aver illustrato i dati salienti del Cruscotto degli Indicatori 2016 , Camurri ha affermato: “Il lavoro della direzione generale dell’Ente si basa sulla puntuale raccolta di informazioni dal territorio, la condivisione delle stesse su Infocamere – dove abbiamo modo di fare concretamente rete su base nazionale – e la rielaborazione in chiave locale dei dati che così tornano al territorio sotto forma di strumento utile ad arricchirlo”. “Gli indicatori che teniamo sotto controllo permettono di rilevare con precisione, tra le altre cose, anche i tassi di natalità e mortalità delle imprese del Sud Sardegna. Ciò che realizziamo – ha proseguito Camurri – trae il suo valore aggiunto dal modello organizzativo di „azienda-rete‟ che caratterizza l‟intero sistema camerale regionale e nazionale ed è funzionale alla programmazione di attività che possono incidere significativamente sullo sviluppo economico dei nostri settori”.

 

 

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