L’Associazione Sarda Polizia Locale  lancia l’allarme  sui gravi problemi  della categoria

Carenze di organico dovute spesso a scelte delle amministrazioni con diminuzione  numero degli agenti che presidiano il territorio; assenza totale di tutele giuridiche, previdenziali nonché delle dotazioni di difesa personale previste dalla normativa vigente. Ferme critiche alla riorganizzazione del servizio nel  Comune di Pula

redazione

Un documento  che lancia  un grido di allarme perentorio a firma del presidente Enzo Comina   quello che “L’Associazione Sarda Polizia Locale”  invia  e  che di seguito pubblichiamo:

“L’Associazione Sarda Polizia Locale Onlus,   con  nota inviata  il 28.10.2016 all’Ass. EE.LL., all’ANCI, alle Prefetture, a tutti i Comuni ed Unioni dei Comuni della Sardegna e alle OO.SS. ha  segnalato  le gravi problematiche che “inibiscono”  l’attività della Polizia Locale  in generale, con le dovute specifiche alla situazione di disagio in ambito regionale:

Carenze di organico dovute spesso a scelte delle amministrazioni che non fanno altro che andare a diminuire le dotazioni organiche dei Comandi  con conseguente numero degli agenti che presidiano il territorio; Assenza totale di tutele giuridiche, previdenziali nonché delle dotazioni di difesa personale previste dalla normativa vigente; Utilizzo degli operatori di Polizia Locale, sopratutto nei piccoli Enti, in ruoli e funzioni che nulla hanno a che fare con la Polizia Locale.

Appello destinato a tutti gli interlocutori locali, sperando in una auspicata sensibilità istituzionale che è venuta meno, tanto che non si è avuto alcun riscontro da parte dei destinatari, con la sola eccezione del settore sicurezza dell’Anci nazionale. Stante l’immobilismo assodato, abbiamo intrapreso azioni di sensibilizzazione presso i rappresentanti parlamentari regionali, trovando riscontro e interessamento dall’On. Mauro Pili che facendo proprie le nostre istanze, con immediata disponibilità, ha presentato  un’apposita interrogazione parlamentare, sulle problematiche rimaste inascoltate  da parte delle istituzioni regionali. Tematiche che oramai, in questo quadro generale, si ripropongono con grande attualità   visti anche gli articoli, apparsi sulla stampa regionale nelle ultime settimane, dai quali emerge l’ennesimo tentativo di “delegittimazione” e “normalizzazione”  della Polizia Locale attuato questa volta  da parte dell’amministrazione comunale di Pula.

Nei fatti il comune di Pula ha posto in essere una fantasiosa, seppur su di un sottilissimo filo di legittimità, operazione di ” riorganizzazione” della dotazione organica del corpo di Polizia Locale, provvedimento dal quale traspare l’evidente tentativo di epurare  la Com.te della Polizia Locale, rea di aver svolto i propri compiti e funzioni, unitamente a tutto il Comando,  con grande professionalità e dedizione riconosciuti da tutti.

Il presupposto di tale brillante e “lungimirante”  intervento  appare, alla luce della reale situazione del Comando quanto mai debole, cioè: “Trasformare il posto vacante di Agente di Polizia Municipale Cat. C, in Funzionario di Vigilanza cat. D3, con la finalità di rafforzare ed incrementare il coordinamento delle attività del Settore della Vigilanza, in quanto attualmente l’Istruttore Direttivo di Vigilanza, trovasi impossibilitato a prestare servizio.

Questo consentirebbe altre sì le reciproche sostituzioni nei casi di assenza e/o impedimento e l’applicazione del disposto legislativo della rotazione degli incarichi, previsto nella legge anti corruzione. “ Quello che appare alquanto anacronistico in questa vicenda  e che in seguito a tale, illogica scelta organizzativa,   si arriverebbe al risultato di un Comando, di generali senza le truppe, composto da ben 3 Ufficiali e solo 4 Agenti con conseguente penalizzazione dell’attività   di vigilanza sul territorio senza nessun reale beneficio dal punto di vista operativo, sopratutto in questo particolare momento in cui davanti a precise scelte da parte del legislatore nel senso di un  incremento dei poteri a disposizione dei Sindaci  per combattere il degrado urbano  e l’insicurezza nelle nostre comunità, appare in tutta la sua importanza la necessità di un rafforzamento  dell’attività di presidio e vigilanza diretta sul territorio.

Le cause di tale scelta di ponderata miopia organizzativa e gestionale, adottata  per inertizzare l’intero servizio di polizia locale,   va ricercata probabilmente nella rivendicazione di condizioni di sicurezza lavorativa richieste nel anno 2016, quando la Com.te di Pula, e i suoi colleghi, entrano in contrasto con l’Amministrazione a seguito di indizione dello lo stato di agitazione sindacale, quale culmine  di due anni di legittime  richieste,  nell’ aspettativa che gli impegni presi

dall’Amministrazione  per la  dotazione di strumenti di difesa  personale (armamento), sono stati ripetutamente disattesi ponendo in questo modo gli operatori di polizia locale in una condizione di rischio in un contesto, quello di Pula, che di certo non può definirsi tranquillo.  Solamente nell’ultimo anno infatti, oltre al consueto incremento legato alla presenza turistica che porta la popolazione a passare da 7.400 a circa 40.000 abitanti  nel periodo estivo, Pula è stato teatro di un evento di caratura internazionale come la visita del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, dell’arrivo dei migranti sul territorio, nonché di rapine a mano armata ai danni di un distributore di carburanti ubicato nei pressi della scuola elementare e una all’interno di un pub, fatti violenti compiuti in pieno giorno.  Inquadrando la vicenda nel contesto sopra descritto appare  chiaro, che questa pseudo riorganizzazione altro non sia che un paravento di carta, dietro il quale nascondere il tentativo di “normalizzare” un Comandante scomodo.

Simili tentativi si riscontrano quotidianamente, ogni qualvolta  ci si impegna a tutelare  la sicurezza degli operatori di polizia locale, o a  pretendere la corretta autonomia  nell’esercizio del Comando nello svolgimento delle sue prerogative quali le delicate funzioni  di polizia giudiziaria e di controllo e nel far rispettare le regole legislative e di convivenza civile.  Ancora più grave è il tentativo di imbrigliare chi, come in molteplici casi riscontrati,  frappone il giusto rifiuto  davanti a richieste di utilizzo degli Agenti dei Comandi in ruoli non propri quali “Autista” o “portatore di gonfalone” che nulla hanno a che fare con la Polizia Locale.

Alla luce delle sue stese riflessioni  appare amaro constatare  quale sia in questa vicenda  la debolezza della politica di fronte alla conduzione  di un Comando assolutamente ineccepibile dal punto di vista professionale e, che a fronte  di una normale dialettica, sempre esistente negli ambienti lavorativi, dovrebbe portare a soluzioni  che altro non siano che quelle derivanti della puntuale osservanze delle norme e delle regole e del buon senso quale principio qualificante ed imprescindibile dell’azione amministrativa. La Polizia Locale, con la  sua grande professionalità ed indipendenza  nello svolgimento dei suoi compiti,    è  sempre pronta ad assumersi tutte le  funzioni e responsabilità che il suo status ed i suoi doveri verso i cittadini comportano, ma vuole farlo dotato di  tutti gli standard di sicurezza , che non possono essere  diversi  da quelli delle altre forze di polizia o limitati da scelte locali non derivanti che da un’ineccepibile e puntuale  applicazione delle norme.”

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