Le cere anatomiche del Susini. Incontri scientifici tra musei simili.

di Massimo Dotta

Nei giorni scorsi il Museo che ospita le famosissime Cere anatomiche del Susini, ha richiamato due ospiti d’eccezione, Martina Peters e Julia Wechselberger, della sezione Conservazione e Restauro del museo Josephinum dell’Università di Vienna.

La visita, finanziata dal programma Erasmus+, è parte di una serie di scambi conoscenze e le esperienze scientifiche tra studiosi internazionali per acquisire nuove prospettive sulla presentazione delle opere nei musei tutta Europa.

Il museo Josephinum, nato come Accademia Militare per l’insegnamento
delle scienze medico-chirurgiche, possiede una collezione ricchissima in ambito medico, tra cui una famosa la sezione con 1192 modelli anatomici e ostetrici in cera realizzati a Firenze sotto la direzione di Felice Fontana, di Paolo Mascagni e Clemente Susini, su ordine dell’imperatore Giuseppe II, dietro richiesta del suo chirurgo personale.

Il museo Josephinum di Vienna.

Queste opere furono create in Toscana, a Firenze, tra il 1784 e il 1788 e poi trasportate in Austria con un lungo viaggio a dorso di mulo, per il passo del Brennero, e in seguito sul Danubio a bordo di una nave. Sono riproduzioni in cera molto accurate che venivano utilizzate sia come schemi visivi per insegnare l’anatomia, che come mezzi d’istruzione per il grande pubblico, secondo i principi propri dell’Illuminismo.

Anche le cere anatomiche esposte a Cagliari hanno viaggiato, forse per minor distanza, da Firenze e furono modellate da Clemente Susini tra il 1803 e il 1805 nel laboratorio di ceroplastica del Museo della Specola.

il Museo “Raccolta delle Cere Anatomiche di Clemente Susini” della Cittadella dei Musei

Dal 1991, per iniziativa del professor Alessandro Riva, le cere sono esposte nella Cittadella dei Musei, sotto la direzione, dal 2016, da Francesco Loy, responsabile scientifico e ricercatore di Anatomia umana al Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Cagliari.

La collezione cagliaritana comprende una raccolta di 23 modelli anatomici in cera policroma, che riproducono perfettamente le diverse parti del corpo umano maschile e femminile.

E sono quindi molte le affinità tra i due musei, sopratutto quelle legate alle problematiche dell’esposizione di un materiale, tutto sommato, molto fragile e deperibile come è la cera.

E la visita ricevuta da Francesco Loy, responsabile scientifico della struttura museale e ricercatore di Anatomia umana al Dipartimento di Scienze biomediche, da parte delle responsabili della conservazione e del restauro della importante collezione austriaca è stata utile e proficua.

 

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